«Credo profondamente che ognuno meriti di iniziare ogni giornata col piede giusto, svegliandosi nel proprio posto del cuore, in uno spazio che sia bello, funzionale e che rispecchi la propria personalità». Dall’apertura del suo studio di architettura alla progettazione online, la professionista piemontese racconta come crea ambienti che rispecchiano davvero chi li abita.
Francesca Boglio è stata da sempre caratterizzata da una grande rapidità d’esecuzione unita a una precisione meticolosa, con una spiccata attenzione per i dettagli. Già da adolescente sognava di diventare architetto, una passione che l’ha portata a iscriversi all’Istituto Tecnico per Geometri di Mondovì (Cuneo) e, successivamente, a intraprendere il percorso di studi in Architettura al Politecnico di Torino. Dopo la laurea, ottenuta nel febbraio 2019 con una specializzazione in Sostenibilità, ha conseguito l’abilitazione alla professione nel 2021. Parallelamente alla formazione universitaria, Francesca ha arricchito il suo profilo con corsi di modellazione 3D, rendering, variazioni catastali e con l’abilitazione come Coordinatrice della Sicurezza in cantiere. Le collaborazioni con diversi studi di architettura le hanno permesso di maturare competenze nella progettazione architettonica e d’interni, con un focus particolare sul settore residenziale.
Nel 2023, nel giorno del suo 29esimo compleanno, ha realizzato un grande traguardo aprendo il suo studio professionale. Oggi, Boglio accompagna i clienti in ogni fase del progetto, dall’idea iniziale fino al più piccolo dettaglio, con l’obiettivo di creare spazi che rispecchiano chi li abita, dove comfort e funzionalità si fondono. È pienamente consapevole della responsabilità che comporta progettare una casa, influenzando la vita quotidiana delle persone e spesso gestendo i risparmi di una vita, e per questo affronta ogni progetto come se fosse destinato a sé stessa.
Che cosa l’ha spinta a intraprendere questa professione? È stata una passione di lunga data o qualcosa maturato nel tempo?
Non direi di aver coltivato una passione per l’architettura fin da piccola, almeno non nel senso classico della bambina che disegna casette sui quaderni. Anche perché, nella mia famiglia, nessuno lavorava in questo settore, quindi non ho avuto un modello da seguire. Però, quando è arrivato il momento di scegliere il percorso delle scuole superiori, pensavo già seriamente al lavoro che avrei voluto fare. Tra le varie possibilità, l’idea di diventare architetto è stata quella che mi ha convinta di più. Così ho scelto l’indirizzo per geometri, già con uno sguardo proiettato verso il futuro. Da quel momento non ho più avuto dubbi: era la strada giusta per me. E col tempo questa passione è cresciuta, si è trasformata e consolidata.
In particolare, dall’inizio del 2023, quando ho intrapreso il percorso da libera professionista, specializzandomi negli interni residenziali a Torino e in tutta Italia grazie alla progettazione online, ho davvero capito cosa mi motiva più di tutto: aiutare le persone a sentirsi bene dentro la propria casa. Credo profondamente che ognuno meriti di iniziare ogni giornata col piede giusto, svegliandosi nel proprio posto del cuore, in uno spazio che sia bello, funzionale e che rispecchi la propria personalità. Un luogo dove si è felici di tornare ogni sera. E lo so per esperienza personale, perché io stessa ho provato quanto possa fare la differenza.
Sul suo profilo Instagram emerge una forte attenzione al dettaglio e allo storytelling visivo: quanto conta oggi la comunicazione per una professionista dell’architettura?
Secondo me è fondamentale. Il 95% dei miei clienti arriva dall’online, quindi comunicare in modo efficace è essenziale. Raccontare ogni progetto con foto, render e storytelling permette di trasmettere emozioni, chiarezza e soprattutto trasparenza. Le persone si sentono già parte del percorso ancora prima di contattarmi.
Mostrare il dietro le quinte, il metodo di lavoro, anche le difficoltà, soprattutto quelle che si affrontano in cantiere, aiuta a far capire cosa si nasconde dietro un progetto. Quando pubblico gli elaborati grafici che fornisco ai clienti, ne evidenzio la complessità e il valore. E infatti, spesso, quando arriviamo al preventivo, molti se lo aspettano persino più alto.
Progetto di una casa di 400 mq – esterno
Inoltre, condividendo render e foto dei progetti realizzati che rispecchiano il mio stile e quello che mi piacerebbe continuare a progettare, si crea un vantaggio condiviso: il cliente riesce a scegliere il professionista che sente più affine al proprio gusto, e io attraggo esattamente le persone con cui vorrei lavorare, perché si riconoscono nel mio stile.
Un altro aspetto importante è l’empatia: mostrandomi ogni giorno sui social, per molti è come se mi conoscessero da sempre. Si crea un legame ancora prima del primo incontro, ed è un grandissimo valore aggiunto in un percorso tanto personale quanto la progettazione di una casa.
Qual è secondo lei l’aspetto progettuale che oggi racconta meglio la casa contemporanea?
Se dovessi sceglierne solo uno, direi il concetto di “su misura”. Non tanto inteso come qualcosa di lussuoso o costoso, ma come quella capacità di far sembrare ogni cosa pensata apposta per uno spazio. Un esempio che faccio spesso è il cartongesso, come le velette sopra le cucine che danno l’illusione che i pensili arrivino fino al soffitto. In realtà funziona al contrario: prima si definisce la misura della cucina, poi si costruisce la veletta in base a quella, così da ottenere un risultato perfettamente integrato.
Questo approccio si può applicare a tanti altri elementi, come pareti attrezzate per la televisione, armadi o angoli lavanderia. L’importante è pensare tutto in anticipo, prima che inizino i lavori. In questo modo, quando si arriva alla fine del cantiere, spesso già stanchi e provati dagli imprevisti, non ci si trova ancora con mille decisioni da prendere all’ultimo. Tutto è già stato pensato e il risultato finale è molto più coerente. In più, queste soluzioni non sono solo funzionali ma anche estetiche. Se le velette sporgono o hanno parti sospese, possono diventare veri e propri elementi decorativi, integrare luci e contribuire a definire meglio gli spazi. Sono quei dettagli che, secondo me, fanno davvero la differenza.
Come definirebbe oggi il concetto di “casa iconica” nel contesto urbano?
Anche se ogni giorno siamo immersi nei social media e nelle immagini di case bellissime che fanno sognare, per me una casa iconica non è quella che segue una moda o che sembra uscita da una rivista patinata. È iconica perché racconta davvero chi la abita. Non è l’estetica a definirla, ma il modo in cui riesce a riflettere l’identità, le esigenze e le abitudini di chi la vive quotidianamente.
Progetto di una casa di 400 mq – cabina
Quando progetto, penso sempre a creare uno spazio unico, costruito su misura per le persone che lo abiteranno. Ogni scelta, dai materiali alla distribuzione degli ambienti, dalla luce naturale agli arredi, ha lo scopo di generare benessere. Preferisco linee semplici e pulite, materiali naturali e colori poco saturi, perché danno armonia e calore. Ma ciò che conta davvero è il modo in cui tutti questi elementi dialogano tra loro. Una casa così non è solo bella da vedere. È accogliente, è funzionale, è fatta per essere vissuta. E se riesce a fare tutto questo mantenendo un design riconoscibile e curato, allora sì, per me è davvero iconica.
In un progetto di ristrutturazione o nuova costruzione, che peso attribuisce alla scelta degli infissi?
Per me, gli infissi hanno un ruolo fondamentale, spesso sottovalutato. Non li considero semplici elementi tecnici, ma veri e propri ponti tra l’interno e l’esterno, capaci di influenzare profondamente la percezione dello spazio. Da un lato devono garantire l’isolamento termico e acustico, certo, ma dall’altro devono anche essere esteticamente coerenti con il progetto, resistenti nel tempo e in armonia con lo stile dell’abitazione.
Un dettaglio che ritengo importante è la dimensione del telaio. Quando è ridotta al minimo, la superficie vetrata aumenta e questo consente di amplificare la luminosità degli ambienti e creare una connessione visiva più fluida con l’esterno. È un aspetto che fa davvero la differenza, soprattutto quando si ha uno spazio esterno come un balcone, una terrazza o un giardino. Oggi più che mai, credo che gli infissi debbano contribuire a disegnare ambienti in cui si respira bene, in cui ci si sente davvero a casa. Se integrati sin dalle prime fasi di progetto, possono diventare elementi architettonici veri e propri, non solo aperture verso l’esterno ma parte attiva del linguaggio degli interni, capaci di valorizzare l’intero spazio.