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L’architettura del ‘500 torna a vivere in un centro dedicato all’innovazione sociale

di Mariza Cibelle Dardi
COVER-una sala di CasermArcheologica
Un tempo simbolo di autorità e disciplina, il cinquecentesco Palazzo Muglioni a Sansepolcro (Arezzo) rinasce oggi grazie a CasermArcheologica. Quello che un tempo era un simbolo di autorità e controllo è ora un vivace polo di arte contemporanea e innovazione sociale. 

 

Trasformare un’ex caserma in uno spazio per l’arte contemporanea e l’innovazione sociale: con questo obiettivo è nata CasermArcheologica, nel cuore di Sansepolcro (Arezzo). Il recupero dell’edificio ha significato non solo riqualificazione architettonica, ma anche una riappropriazione simbolica della comunità, rendendo accessibili spazi prima chiusi. Questo ha restituito alla città un patrimonio edilizio valorizzato da nuove funzioni che rispondono alle esigenze contemporanee.

La storia e la nascita del progetto

L’ex caserma di Palazzo Muglioni è un luogo che racchiude secoli di stratificazioni e trasformazioni. La sua storia affonda le radici nel 1536, quando nacque come dimora nobiliare, raggiungendo il suo splendore sotto Minerva Muglioni, ultima discendente della famiglia, che ne fece un vivace salotto culturale. Nel tempo, l’edificio ha assunto molteplici identità: parte di esso ospitò la prima sede della Buitoni, azienda ancora oggi pilastro dell’economia locale; successivamente divenne una caserma dei Carabinieri e, negli anni ‘80, una succursale scolastica, prima di cadere in un lungo abbandono. 

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CasermArcheologica – mura esterne

La rinascita ebbe inizio nel 2013, quando un gruppo di studenti del Liceo “Città di Piero”, guidati dall’insegnante Ilaria Margutti, varcò per la prima volta le soglie di questo spazio affascinante e dimenticato. Con un’azione spontanea e collettiva, lo ripulirono e lo animarono con mostre d’arte contemporanea, concerti e attività culturali, attirando una comunità intergenerazionale e proattiva

Tuttavia, alla fine del 2015, la struttura fu dichiarata inagibile dai Vigili del Fuoco, a causa di un impianto elettrico ormai obsoleto. Quella criticità divenne un punto di svolta: l’associazione fu spinta a ripensare il progetto in un’ottica di sostenibilità a lungo termine, trasformando la crisi in un nuovo inizio. Nato da un movimento dal basso e da una visione condivisa, il progetto prese forma grazie all’impegno di nove fondatori — tra cui Laura Caruso, Ilaria Margutti, Luca Giovagnoli e Monica Gnaldi Coleschi — che guidarono il recupero dell’edificio attraverso un percorso attento, condiviso, costruito spazio dopo spazio.

Un dialogo tra passato e presente

Palazzo Muglioni, con la sua solida struttura cinquecentesca e le volumetrie tipiche delle architetture militari, conserva ancora oggi tracce della sua funzione di caserma: ambienti austeri, ampi corridoi e dettagli funzionali ne testimoniano il passato. Il recente intervento architettonico, promosso da CasermArcheologica, ha saputo coniugare memoria storica e innovazione, privilegiando una riqualificazione leggera e reversibile.

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CasermArcheologica – evento

Le originarie strutture in pietra, le volte a botte, i pavimenti in cotto e gli elementi storici sono stati preservati e valorizzati attraverso un attento restauro conservativo, mentre gli spazi sono stati adattati a mostre, laboratori, residenze artistiche e aree di aggregazione.

La flessibilità è stata una scelta chiave: arredi mobili e allestimenti temporanei permettono una riconfigurazione dinamica degli ambienti in base alle esigenze. Grande attenzione è stata riservata all’accessibilità, con percorsi privi di barriere e zone informali di incontro. L’illuminazione, bilanciata tra luce naturale e sistemi artificiali, esalta sia le opere d’arte contemporanea sia i dettagli architettonici del palazzo, dando vita a un dialogo armonioso tra antico e moderno.

Un ecosistema culturale integrato

Il progetto si distingue per la sua capacità di creare un ecosistema culturale complesso e multifunzionale: i laboratori artistici si alternano alle mostre di arte contemporanea, mentre gli spazi di coworking favoriscono la nascita di nuove professionalità creative. Questa diversificazione permette al centro di rispondere a esigenze diverse della comunità, dai giovani artisti in cerca di spazi espositivi agli imprenditori creativi che necessitano di ambienti di lavoro stimolanti.

La programmazione culturale della struttura si caratterizza per la sua apertura verso linguaggi artistici contemporanei e per la capacità di attrarre talenti da tutta Italia. Le residenze artistiche, in particolare, hanno permesso di creare un ponte tra la realtà locale e il panorama artistico nazionale, favorendo scambi culturali che arricchiscono il territorio. Gli artisti in residenza non sono semplici ospiti, ma entrano in relazione con la comunità, portano competenze, visioni e stimoli che arricchiscono la vita culturale del territorio e attivano nuove connessioni. La cultura come leva per la rigenerazione urbana ed economica.

Pubblico e privato insieme

La ristrutturazione e la riqualificazione degli spazi sono state rese possibili grazie a una combinazione di bandi e finanziamenti pubblici e privati: la vittoria del bando “Culturability”, promosso da Fondazione Unipolis, che ha fornito le prime risorse economiche per l’adeguamento degli ambienti e la riapertura al pubblico nel 2017; il sostegno della Fondazione CR Firenze, che ha contribuito tramite bandi specifici come “Spazi Attivi” e finanziamenti ordinari; un bando della Regione Toscana in collaborazione con il Comune di Sansepolcro nel 2020 che ha permesso di recuperare altri 400 mq all’interno di Palazzo Muglioni, con il ripristino di finestre, impianti e servizi, oltre a migliorie sulle vie adiacenti. 

 

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Il progetto ha inoltre visto la partecipazione di professionisti, artigiani locali e il coinvolgimento attivo della comunità, confermando la natura partecipata e progressiva della rigenerazione. Il centro culturale ha infuso nuova vita nel centro storico di Sansepolcro, arginando lo spopolamento e fungendo da catalizzatore per il commercio, i servizi e il turismo culturale, con conseguenti benefici economici.

 

Mariza Cibelle Dardi

Tutte le foto sono di Elisa Nocentini

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