Per l’interior designer piemontese la casa è il nostro rifugio e deve rispecchiare chi la abita, non solo nelle funzioni ma anche nell’anima. Per questo gli infissi sono parte integrante del carattere e della funzionalità di ogni abitazione.
L’obiettivo di un progetto di interior design? Creare armonia tra interno ed esterno: ogni spazio deve valorizzare la propria collocazione senza rinunciare alla personalità e alle esigenze di chi lo abita. Parola di Angelica Piras, designer piemontese basata ad Alba, in provincia di Cuneo. Per lei la casa deve essere la proiezione dell’identità di chi la abita.
Ci può riassumere il suo percorso formativo e professionale?
Ho frequentato il liceo artistico a indirizzo architettura a Pinerolo, dove ho avuto il mio primo approccio al mondo del design grazie a un progetto scolastico selezionato per un’esposizione al concorso New Design a Venezia. Da lì ho capito che quella era la mia direzione. Dopo il diploma ho proseguito gli studi in Interior Design all’Istituto d’Arte Applicata e Design di Torino, dove ho avuto modo di approfondire sia la parte progettuale sia quella più tecnica. Parallelamente ho svolto tirocini in mobilifici e studi professionali, esperienze che mi hanno permesso di capire quanto sia importante coniugare estetica, funzionalità e concretezza.
Bilocale in centro ad Alba – Photo: Alessandro Farina
Negli anni ho collaborato con diversi studi tra Torino e provincia, specializzandomi nella gestione dei cantieri e nel coordinamento tra le varie figure professionali. Oggi lavoro come libera professionista con sede vicino ad Alba, dove condivido lo studio con un geometra di fiducia: io mi occupo della parte progettuale ed estetica, mentre lui segue gli aspetti tecnici e burocratici. Nel tempo ho costruito anche una forte presenza online: la mia pagina Instagram, nata durante gli anni universitari, è diventata un canale attraverso cui collaboro con clienti in tutta Italia, affiancandoli sia in ristrutturazioni locali che in progetti seguiti da remoto.
Cosa significa per lei occuparsi di interior design?
Interior design significa occuparmi delle persone e, in un certo senso, del loro futuro. Chi sceglie di rivolgersi a un interior designer compie un atto di fiducia: decide di affidare a un professionista la progettazione degli spazi in cui vivrà i momenti più importanti della propria vita. Progetto spazi pensati per essere vissuti ogni giorno, in modo autentico. La casa è il luogo dove possiamo essere noi stessi, dove ci sentiamo accolti e protetti, lontani dagli sguardi esterni. È il nostro rifugio, e deve rispecchiare chi la abita, non solo nelle funzioni ma anche nell’anima. Nella mia tesi di laurea ho approfondito questo concetto: la casa come nido, come proiezione della propria identità. È un tema che porto ancora oggi nel mio lavoro.
Ogni progetto nasce dall’ascolto delle persone, dal comprendere i loro desideri e trasformarli in spazi concreti e coerenti. Il mio stile si può definire classico contemporaneo: linee pulite ma arricchite da materiali “di una volta” e colori pieni di personalità. Amo i toni caldi e naturali come l’avorio o il bianco burro, accostati a nuance più decise come il verde oliva, il blu navy o il marsala o rosa antico. Non progetto case minimaliste o neutre: mi piace creare ambienti che abbiano carattere e che restino eleganti nel tempo, al di là delle mode. Per me l’interior design è un lavoro che unisce estetica, tecnica e sensibilità umana. Non significa semplicemente arredare, ma dare forma concreta alla vita delle persone.
Villa Unifamiliare nelle Langhe – Photo: Alessandro Farina
È possibile realizzare riqualificazioni di qualità con un budget contenuto?
Se si parla di una riqualificazione tecnica o energetica, la risposta è no. Gli impianti — elettrico, idraulico, di riscaldamento o raffrescamento — rappresentano una parte consistente dei costi di una ristrutturazione. Anche con i vari incentivi o detrazioni, l’investimento iniziale resta comunque importante: infissi, pannelli solari o sistemi di accumulo hanno costi elevati che non possono essere trascurati.
Diverso è il discorso se parliamo di un restyling estetico. In quel caso, con un po’ di attenzione e buone scelte progettuali, è possibile ottenere risultati di grande impatto anche con un budget contenuto. A volte basta rinfrescare i colori delle pareti, sostituire maniglie, tessili o elementi decorativi per dare nuova vita a un ambiente. Un intervento tecnico richiede investimenti più strutturati, mentre un intervento estetico può essere gestito in modo più flessibile, mantenendo comunque una qualità visiva e un risultato armonioso.
Che importanza hanno gli infissi in un’abitazione?
Gli infissi hanno un ruolo fondamentale sia dal punto di vista estetico sia tecnico-energetico, ma spesso vengono sottovalutati. La scelta dei materiali e del vetro influisce significativamente sul comfort, sull’efficienza energetica e sulla durata nel tempo. Personalmente prediligo il legno all’interno e l’alluminio all’esterno perché unisce calore e naturalezza con resistenza e manutenzione contenuta. La scelta tra doppio o triplo vetro dipende dalle caratteristiche dell’edificio, dalle esigenze del cliente e dal budget.
Villa Unifamiliare nelle Langhe – Photo: Alessandro Farina
Dal punto di vista estetico, ritengo importante scegliere materiali autentici e rifiniture curate, evitando effetti artificiali che rischiano di apparire poco convincenti. Anche dettagli come le maniglie meritano attenzione: sono piccoli elementi, ma possono valorizzare molto l’impatto complessivo dei serramenti. Gli infissi non sono solo un dettaglio tecnico: sono parte integrante del carattere e della funzionalità di una casa.
Come si rapporta un interno con l’ambiente circostante?
Quando progetto un interno, analizzo sempre attentamente il contesto esterno. L’approccio cambia a seconda della tipologia di abitazione e della sua collocazione: un appartamento in centro città richiede scelte diverse rispetto a una cascina immersa nelle vigne o a una villa in un piccolo borgo storico. Ogni ambiente deve essere contestualizzato, e questo si riflette nei colori, nelle finiture, nei materiali e nello stile degli arredi. Significa adattare elementi come tonalità, lucentezza, tipo di boiserie o mobili al carattere dell’edificio e all’ambiente circostante.
Bilocale in centro ad Alba – Photo: Alessandro Farina
L’obiettivo è creare armonia tra interno ed esterno: ogni spazio deve valorizzare la propria collocazione senza rinunciare alla personalità e alle esigenze di chi lo abita. Così, un appartamento in città sarà progettato per vivere il contesto urbano, mentre una casa in campagna o tra le vigne rifletterà il paesaggio naturale e l’atmosfera del luogo.
C’è un luogo che lei considera la sua “Icona Urbana”?
Sì, direi il piazzale della Basilica di San Maurizio di Pinerolo (Torino). È un luogo che per me ha sempre avuto un valore speciale: un po’ simbolo, un po’ rifugio. Da lì si vede tutta Pinerolo dall’alto, ed è sempre stato un punto di relax, oppure poteva essere un punto d’incontro o di riflessione. Mi piace molto anche il fatto che, dietro la basilica principale, si trovi un altro piccolo santuario, quello della Madonna delle Grazie: un edificio raccolto ma molto suggestivo. Quel piazzale è un’icona per i pinerolesi, un po’ come la collina di Superga per i torinesi. Per me rappresenta la mia infanzia e i miei ritorni a casa, quando studiavo e vivevo a Torino. Mi ricorda l’importanza di fermarsi ogni tanto, guardare le cose dall’alto, con una visione d’insieme. Proprio come faccio nel mio lavoro, cercando sempre di vedere non solo il dettaglio, ma l’armonia del tutto.