Il titolare di Piovano Home Design spiega perché l’interior design a Torino è oggi un investimento sul benessere e sull’identità personale. Dalla trasformazione urbana all’acquisto consapevole, ci spiega gli interventi chiave per fare della propria abitazione un punto di connessione vitale.
Torino è la città che non ti aspetti, dove la casa non è più solo estetica, ma benessere. A dirlo è Mauro Piovano, imprenditore e titolare di Piovano Home Design. Piovano non si limita a vendere arredi, ma si definisce “un progettista del benessere”. La sua filosofia d’impresa, nata nel 1996, è chiara: l’abitazione deve essere un luogo che riflette profondamente l’identità e promuove la qualità della vita di chi la abita, così come racconta anche la guida realizzata dallo studio “Scegliere la casa giusta a Torino”. In questa intervista, parliamo del mutamento urbano di Torino, scopriamo la chiave per un acquisto immobiliare consapevole e “senza rischi” e analizziamo il valore di ogni dettaglio, dall’illuminazione fino al ruolo cruciale dell’infisso, inteso come vero e proprio punto di connessione vitale tra l’intimità dell’interno e il mondo esterno.
Quando ha aperto il suo studio e cosa l’ha portata a intraprendere questo percorso in ambito “home design”?
Con mio fratello Giuseppe abbiamo aperto lo studio nel 1996, in un momento in cui a Torino l’interior design era ancora percepito come qualcosa di accessorio rispetto alla casa. Noi, invece, vedevamo ogni giorno persone che avevano bisogno di essere accompagnate in un percorso diverso: più consapevole, più personale, più legato all’idea di creare un luogo dove riconoscersi.
Spazio living in appartamento a Torino
Così è nato lo studio: non solo come showroom, ma come spazio di dialogo, accoglienza e progettazione integrata. Sin dall’inizio il nostro obiettivo era chiaro: offrire un servizio completo, capace di trasformare un’abitazione in un luogo che assomigli a chi lo vive. Con il tempo questa intuizione è diventata la nostra identità: progettare non solo per lo spazio, ma per il benessere quotidiano delle persone, integrando funzionalità, emozioni e qualità sensoriale.
Come descriverebbe oggi l’identità urbanistica e architettonica di Torino e quali aree ritiene più promettenti per chi cerca una casa da trasformare?
Torino è una città che vive su più livelli: ha un’impronta storica fortissima, una struttura ordinata e un tessuto urbano che sta cambiando, strada per strada, in modo silenzioso ma continuo. Le zone storiche come Crocetta, Cit Turin e Centro hanno un fascino unico e un potenziale straordinario per gli interventi di ristrutturazione: soffitti alti, proporzioni eleganti, materiali originali. Lavorare su questi spazi significa unire rispetto architettonico e visione contemporanea. Poi ci sono aree come Aurora, Barriera e Lingotto, che stanno attraversando una fase interessante: lì la qualità emerge dalla capacità di leggere con attenzione il contesto e riconoscere il potenziale delle microzone, spesso più promettenti dei quartieri “alla moda”. Nella nostra guida lo diciamo chiaramente: «Non esiste la zona migliore in assoluto, esiste la zona più giusta per la persona che l’abiterà. E questo vale anche per l’investimento immobiliare».
Angolo colazione in appartamento a Torino
La vostra guida nasce infatti per chi trasforma le case, non le vende: cosa cambia nell’approccio per chi invece deve acquistare senza rischi?
La differenza è sostanziale. Chi vende case guarda l’immobile per quello che è oggi. Noi lo guardiamo per quello che potrà diventare. La guida da noi realizzata nasce proprio da questa prospettiva: dai molti casi in cui le persone arrivavano da noi dopo aver acquistato immobili pieni di problemi — strutturali, impiantistici o normativi — che avremmo potuto evidenziare prima.
Acquistare senza rischi significa avere una visione completa: tecnica, progettuale ed emotiva. Significa capire se una casa ha margine di trasformazione, se sostiene lo stile di vita di chi ci abiterà, se ha costi nascosti o potenziali criticità. Il nostro ruolo non è vendere, ma fare chiarezza, aiutando le persone a prendere decisioni lucide e sostenibili nel tempo.
Quali domande dovrebbe porsi un acquirente per capire se una casa risponde davvero alle proprie esigenze e possiede un valore solido nel tempo?
Molti iniziano chiedendosi «quanti metri quadri?» o «in che zona?», ma le domande decisive sono altre. Nella nostra guida ne abbiamo raccolte diverse, tra cui le più importanti: «Questa casa sostiene il mio stile di vita o lo limita? Quali emozioni voglio provare entrando in casa ogni giorno? Cosa sono disposto a sacrificare e cosa no? Il quartiere contribuisce al mio benessere quotidiano? Quali potrebbero essere i costi invisibili di questa scelta?».
Zona giorno in villa indipendente a Torino
Sono domande che aiutano a uscire dalla logica del “colpo di fulmine” e ad entrare in quella della scelta consapevole. La casa giusta non è quella perfetta: è quella coerente con la persona che sei oggi e con quella che diventerai.
Se dovesse individuare un’icona urbana che racconta bene il nostro tempo, quale sceglierebbe e perché?
Sceglierei il Passante di Spina 3 (il nuovo percorso del tram della linea 3 a Torino). È un’opera che riflette bene l’identità attuale di Torino: una città capace di trasformarsi senza rinnegare la propria storia. Integra funzioni diverse — mobilità, verde, residenzialità — in un’unica visione. Racconta un modo nuovo di progettare lo spazio urbano: non sostituire, ma ricucire, riconciliare. E questo è un principio molto vicino al nostro modo di lavorare sulle abitazioni.
Quali interventi consiglierebbe per valorizzare subito una casa, rendendola funzionale e accogliente?
Le trasformazioni più efficaci sono spesso quelle meno appariscenti. I tre interventi che funzionano sempre sono: ridisegnare i flussi dello spazio, perché la qualità della vita in casa dipende da come ci si muove al suo interno. Eliminare barriere inutili e migliorare i percorsi genera un benessere immediato.
Cucina con affaccio sul giardino in villa indipendente a Torino
Poi, lavorare sulla luce. La luce naturale e quella artificiale modellano gli spazi e influenzano l’umore. Un progetto illuminotecnico mirato cambia radicalmente la percezione di un ambiente. Infine, scegliere materiali coerenti con l’identità della persona. Texture, colori e tattilità non sono dettagli estetici: parlano il linguaggio del benessere quotidiano.
Cosa deve garantire un infisso oggi, oltre all’efficienza energetica?
Di solito l’infisso viene considerato solo dal punto di vista tecnico — isolamento, tenuta, trasmittanza — mentre quasi nessuno pensa che sia in realtà il punto d’incontro tra l’esterno e l’interno, la soglia attraverso cui la casa dialoga con il mondo. Ed è proprio per questo che riveste un ruolo molto più importante di quanto si creda. Oggi un infisso deve garantire tre aspetti fondamentali. Prima di tutto il benessere acustico: il silenzio è una delle forme di comfort più sottovalutate. Un buon serramento protegge la qualità della vita quotidiana. Poi, la qualità percettiva: la trasparenza del vetro, il taglio della luce, la profondità del telaio sono dettagli che cambiano la percezione dello spazio e influenzano la sensazione di ampiezza e armonia. Infine, la durabilità sensoriale. Non solo durata strutturale, ma anche “durata estetica”: materiali che invecchiano bene, che rimangono piacevoli al tatto e che non stonano quando la casa evolve. Un infisso non è un elemento tecnico da scegliere in fretta: è una cerniera emotiva e funzionale, un confine che definisce l’esperienza dell’abitare.
Tutte le foto interne sono di Giuseppe Piovano