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Tecnologia e studio per una professione in evoluzione

di Valentina Tafuri
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Dalla passione per il disegno tecnico alle certificazioni per il volo con drone, Marco Terzano ha trasformato lo studio in un percorso di innovazione continua, dove l’aggiornamento normativo e digitale diventa una scelta strategica e personale.

Studio e aggiornamento sono quasi un mantra per Marco Terzano, giovane architetto torinese dello Studio 3G. Per lui evolversi significa restare al passo con i tempi sia dal punto di vista normativo e di compliance, sia per quanto riguarda l’utilizzo di strumenti digitali che diventano importanti ausili della professione. Diventare architetto è stata l’evoluzione, potremmo dire naturale, di un percorso iniziato sin da ragazzino. «Quella per l’architettura», ci racconta, «è stata una passione che ho nutrito da sempre. Essendo bravo nel disegno tecnico, sono stato prima indirizzato verso gli studi da geometra, poi è stato naturale scegliere architettura per il percorso universitario al Politecnico di Torino». 

Negli ultimi anni di studio ha poi svolto esperienze parallele e complementari alla formazione, collaborando con altri professionisti e intraprendendo un percorso di potenziamento per i migliori studenti del Politecnico di Torino, che rilascia un diploma aggiuntivo in fase di laurea. «Esperienze che mi sono state molto utili per la crescita professionale», aggiunge.

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Marco Terzano

Lei è specializzato nei rilievi con drone. In cosa consiste questo lavoro?

L’esperienza e quindi la specializzazione nell’utilizzo del drone ha incrociato la mia passione per la tecnologia con quella per la mia professione. Il mio obiettivo è sempre quello di essere aggiornato su tutte le possibilità offerte dal digitale. Anche se esiste già da qualche anno, la tecnologia che sfrutta il drone per i rilievi è ancora abbastanza nuova e poco percorsa perché richiede dei patentini e delle certificazioni, che io ho acquisito nel corso degli anni, sino alla specializzazione più completa, detta Specific. L’applicazione di questa tecnologia è principalmente nei rilievi tridimensionali, nella termografia, in indagini fisiche, per fare una diagnosi completa dello stato di salute degli edifici.

Qual è l’aspetto della sua professione che l’appassiona maggiormente?

Direi che è l’integrazione di tecnologie nuove ed emergenti. Un’altra innovazione molto interessante, per esempio, è il laser-scanner per il rilievo terrestre. Insomma mi appassiona tutto quello che gravita nel mondo della tecnologia e che può essere applicato nella pratica del mio lavoro. Il mondo è più complicato di quello che si vede sulla carta, per questo cerco sempre di formarmi, di andare a fondo delle cose, per capire meglio ed agire in maniera sempre più appropriata e consapevole. Ovvio che poi ci sono cose, come le faccende burocratiche, che sono più noiose e spengono un po’ lo spirito d’iniziativa, ma anche quelle sono altrettanto importanti e necessarie.

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Concorso ristorante a Ostana (CN)

C’è un’icona urbana importante per lei?

Trovarne una in particolare è difficile, ce ne sarebbero tante. Preferisco certamente posti che ho visitato. Quando li si vede dal vivo è diverso rispetto allo studio sui libri.  A Roma sono stato particolarmente colpito dalla storicità di Piazza San Pietro e del Pantheon. Sono gli spazi che più mi hanno impressionato per il valore innovativo che rappresentano dal punto di vista architettonico, ciascuno in relazione all’epoca in cui è stato realizzato.

Parlo di innovazione perché, per la prima volta, vengono adottate scelte che non sono solo formali, ma allo stesso tempo simboliche, spaziali e pratiche. Nel Pantheon, la cupola progressivamente alleggerita verso la sommità è un esempio straordinario dell’uso della pozzolana, materiale antesignano del calcestruzzo moderno. L’impiego di questo materiale innovativo per l’epoca non ha avuto soltanto una finalità estetica, ma rispondeva a una precisa esigenza strutturale: ridurre i carichi e garantire la stabilità di una cupola monumentale, culminante nell’oculo centrale, che svolge anche un ruolo strutturale oltre che simbolico.

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Rilievo in Nuvola di punti – Chiesa del Carmine Incisa Scapaccino (AT)

Lei si occupa anche di progettazione paesaggistica, di arredo e design. Come riesce ad armonizzare gli infissi nei suoi interventi progettuali?

Il tema dell’apparato trasparente dell’edificio è storicamente importante sin da quando si sono usate tecnologie costruttive che hanno consentito di avere vetrate più ampie. Oggi vediamo che ci sono interi grattacieli in vetro. Ovviamente bisogna coniugare l’aspetto funzionale con quello estetico e con quello energetico. Solo serramenti di qualità possono avere trasmittanze basse ed impedire la dispersione di calore. Perciò nella parte progettuale dobbiamo essere critici, selezionare i serramenti con attenzione. L’obiettivo deve sempre essere quello di migliorare il comfort abitativo anche attraverso la scelta di prodotti tecnologici. Soprattutto, vorrei che si diffondesse la consapevolezza di fare scelte virtuose tanto per il benessere dei committenti che per l’ambiente.

Valentina Tafuri

Photo cover: Freepik

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