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Davide Casorzo: «Recuperare vecchi edifici con materiali locali migliora la salubrità degli ambienti»

di Anna Stoppani
Secondo l’ingegnere, grazie ai progetti di bioedilizia residenziale e industriale gli elementi e i materiali iconici del territorio possono riprendere vita attraverso soluzioni progettuali attente alla qualità dell’abitare.

 

Lo studio dell’ingegnere Davide Casorzo opera soprattutto nella zona del Monferrato, dedicando una particolare attenzione ai temi legati all’energia, alla sostenibilità e alla sicurezza. Inoltre, in questa intervista sottolinea la centralità della scelta dei serramenti a livello estetico e funzionale.

Quali sono state le tappe principali della sua formazione?

 La mia formazione è nata proprio con l’attività di mio padre, che era geometra, da lì ho seguito le sue orme e ho iniziato la mia attività lavorativa. Già da bambino mi sono appassionato al settore respirando l’aria di cantiere e della progettazione edilizia. La mia formazione accademica invece è stata tramite il diploma di geometra e la laurea in ingegneria civile presso il Politecnico di Torino.

Che progetti ha seguito legati alla bioedilizia?

Abbiamo realizzato case in legno e ci occupiamo anche del recupero del nostro patrimonio edilizio esistente, che è costituito essenzialmente da case in muratura e case in blocchi di tufo, i materiali caratteristici delle nostre zone. Il nostro lavoro di progettazione quindi prevede il recupero di questi e edifici esistenti con intonaci a base di calce e argilla, e quindi materiali per così dire naturali, locali, coerenti con le murature esistenti. Questo per una gestione dell’aspetto termo-igrometrico degli ambienti, e quindi della salubrità e della percezione di chi occupa gli ambienti, integrandosi nel contesto esterno.

Volta in cascinale del Monferrato astigiano

Quali saranno le prossime evoluzioni in questo ambito e nell’utilizzo di materiali sostenibili?

Si può dire che dipende sempre anche dal target della clientela. I materiali sostenibili sono più salubri e si integrano meglio nel patrimonio edilizio esistente, ma ovviamente hanno costi superiori a quelli ordinari. Quindi dipende dalle esigenze e dalle disponibilità del cliente. Quando si vuole realizzare un lavoro di un certo livello sicuramente questa tipologia di materiali rappresenta la soluzione migliore. Diversamente, se questo non è possibile per questione di budget o altro si utilizzano materiali ordinari.

Nel suo lavoro mette al centro l’aspetto della sicurezza: come riesce ad integrarlo nella direzione dei lavori?

La sicurezza è fondamentale perché ormai rappresenta un requisito nella gestione dei cantieri. Questo aspetto viene definito tramite una prima fase di progettazione della sicurezza (dove si prevedono le dinamiche di cantiere, le lavorazioni che verranno eseguite e le modalità con cui verranno realizzate). Questa fase avviene anche tramite un confronto con le imprese per individuare quali siano le loro esigenze nell’ambito dell’area di cantiere e le modalità di esecuzione dei lavori. In seguito la progettazione della sicurezza vede una fase di scambio e di progressiva definizione tramite la relazione tra professionista e impresa, con l’obiettivo di individuare quali siano le modalità migliori dalla gestione del cantiere. Infine c’è la fase di gestione del cantiere, quindi dell’esecuzione della sicurezza durante i lavori, e questa avviene con la presenza in cantiere e con la comunicazione costante fra il professionista e l’impresa.

Scala in muratura di mattone recuperato e pietra di Luserna in Villadeati (AL)

Che importanza hanno gli infissi nella progettazione di una abitazione? E come li inserisce nei suoi progetti? 

Gli infissi sono fondamentali per vari aspetti. Il primo è quello estetico: gli infissi caratterizzano la percezione di una facciata e ne determinano il senso estetico, definendo la tipologia e il livello di qualità dell’edificio. Internamente invece rappresentano un vero proprio elemento d’arredo degli ambienti per colore, finitura (per esempio tramite la venatura di un legno o altri effetti che possono avere le superfici interne del telaio), e per la geometria assegnata al serramento (ad esempio una vetrata ampia, oppure una finestra all’ inglesina, centinata, oppure rettangolare). In secondo luogo esiste l’aspetto funzionale dei serramenti: una funzione di separazione con l’esterno e di contenimento termico, di limitazione, di produzione del calore per irraggiamento solare e anche di regolazione dell’umidità. Inoltre, un punto critico è quello del fissaggio del telaio del serramento alla muratura, costituendo un potenziale ponte termico che deve essere ben gestito durante la fase di installazione.

Quando deve progettare questo aspetto trae ispirazione da qualcosa in particolare?

Direi che c’è un aspetto puramente di calcolo in cui viene stimato il nodo muratura-serramento per verificare il comportamento termo-igrometrico. Quindi si verifica non ci sia potenziale formazione  di condensa e muffa, e che la distribuzione delle temperature nella muratura attorno alla finestra sia priva di sbalzi eccessivi. Per il resto l’ispirazione è quella della “connessione”, quindi della collocazione di un serramento all’interno della parete, e del suo utilizzo. Ogni serramento deve essere adeguato alla tipologia di muratura e di facciata nella quale va ad inserirsi.

Ha un progetto che le è rimasto particolarmente a cuore tra tutti quelli che ha seguito?

In un cascinale del Monferrato sono stati sostituiti dei vecchi serramenti che costituivano un ambiente prima destinato a stalla, e che in seguito abbiamo adibito a soggiorno passando alla destinazione abitativa. In particolare abbiamo realizzato delle finestre centinate riprendendo l’ arcata della facciata originaria e mantenendo le proporzioni iniziali dell’infisso preesistente. Siamo riusciti a riproporre l’apertura con le ante come da elementi tradizionali, però adeguandola all’esigenza abitativa.

Tetto in legno lamellare in casa di nuova costruzione a Costigliole d’Asti (AT)

Esiste uno spazio che lei considera la sua icona urbana?

Sì certo, parlando del Monferrato farei riferimento all’arcata dei fienili, un elemento caratteristico dell’architettura dei nostri paesi che serviva per la gestione dell’azienda agricola. Oggigiorno è stato spesso trasformato in locali abitativi, dando vita a bellissimi saloni con ampie vetrate e a camere con finestre e balconcini alla francese. Questi locali hanno cambiato l’originaria funzione e hanno trasformato in modo attuale gli spazi esistenti.

Anna Stoppani

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