Nato a Milano e presente a Shanghai dal 2012, lo studio Vudafieri-Saverino Partners costruisce progetti che mettono in relazione identità dei luoghi e committenza. Un metodo fondato sul dialogo tra narrazione e struttura, tra tradizione e contemporaneità.
Fondato nel 1999 da Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino, lo studio Vudafieri-Saverino Partners si occupa di architettura e design di interni sia in ambito residenziale, sia in ambito retail. L’approccio dei due professionisti si basa sull’incontro tra l’identità del luogo e quella del cliente, traducendo la memoria dei materiali e le tracce del passato in un linguaggio architettonico unico e narrativo.
Come nasce il vostro studio?
Vudafieri: «Ci siamo conosciuti nel 1997, quando abbiamo iniziato a collaborare su alcuni progetti di architettura. Ci è stato chiaro da subito che il nostro rapporto potesse evolvere: eravamo diversi ma complementari. Nel 1999 abbiamo fondato lo studio a Milano e nel 2012 abbiamo aperto la sede a Shanghai».
Saverino: «La nostra forza è la diversità delle visioni: Tiziano è più orientato all’aspetto narrativo, mentre io mi concentro sulla materia e sulla struttura. Il nostro metodo nasce dal confronto tra approcci opposti».
Delvelaux a New York – Photo: Frank Oudeman
Avete due sedi, una a Milano e una a Shangai. Perchè avete scelto proprio la Cina?
Saverino: «La Cina ci ha sempre affascinato per il suo dinamismo e per come mescola tradizione e modernità. Shanghai è un crocevia di culture che evolve rapidamente. Aprire lì nel 2012 è stata una sfida che ci ha spinto a rivedere i nostri approcci, adattandoci a scale e richieste diverse. La sede di Shanghai è per noi un osservatorio su un mercato dove architettura e design si esprimono in forme sempre nuove».
Come è organizzato il vostro team di lavoro?
Vudafieri: «Lavoriamo tra architettura e interni, progettando spazi per il tempo libero, la casa e il lavoro. Partiamo sempre da un concept: per ogni progetto cerchiamo di raccontare la storia del committente. Consideriamo il nostro lavoro simile a quello di un cantastorie. È un concetto intuitivo nel retail, dove si trasmettono i valori di un marchio, ma è interessante applicarlo anche alle case private. Studiamo le abitudini e le passioni del cliente per costruire il suo spazio ideale».
Quando vi approcciate alla ristrutturazione di un’abitazione quali sono i principali elementi che tenete in considerazione?
Vudafieri: «Il Genius Loci, lo spirito del luogo, è sempre al centro del nostro processo creativo. Ci guida il dialogo tra l’identità del luogo — memoria, materia, energia — e quella del committente. Da questo incontro nasce un progetto in cui tradizione e visione contemporanea convivono».
Mountain Stone House a Crana (Verbania) – Photo: Paolo Valentini
Saverino: «Un esempio è Mountain Stone House, nel borgo di Crana in provincia di Verbania (il cui nome ufficiale è Verbano-Cusio-Ossola). Abbiamo restaurato il volume in pietra rispettando l’identità storica del luogo, ma inserendo un’anima contemporanea: due grandi vetrate aprono il paesaggio verso l’interno. È un esempio di come la casa possa unire essenzialità e calore».
Come si ottiene il massimo comfort in un’abitazione? Che ruolo hanno gli infissi?
Saverino: «Il comfort riguarda la qualità dell’esperienza spaziale e non solo la questione degli arredi. Ogni elemento, dalla distribuzione degli spazi ai materiali, deve favorire il benessere di chi ci vive. Gli infissi sono fondamentali: devono garantire isolamento termico e acustico senza sacrificare luminosità e vista. È un equilibrio tra estetica e funzionalità».
Parlando, invece, di progetti per il mondo del retail, come può il design contribuire ad una customer experience ottimale?
Vudafieri: «Oggi i negozi non sono più solo luoghi di transazione e d’acquisto, ma spazi per raccontare e far conoscere il brand. L’architettura è lo strumento per trasmettere questi valori. Un esempio è il progetto per Napapijri a Parigi: attraverso tre livelli concettuali — Urban Shell, Open Archive e Shelter Room — abbiamo dato forma a un’esperienza fluida. In particolare, la Shelter Room è uno spazio flessibile e interattivo dedicato a eventi e mostre, pensato per accogliere nuove forme di interazione con il pubblico».
Napapijri store a Parigi – Photo: Paolo Valentini
Saverino: «Un altro esempio viene da Delvaux, la più antica pelletteria di lusso al mondo, con cui collaboriamo dal 2012. La sfida è stata adattare l’identità storica del marchio ai contesti locali: ogni boutique è progettata per riflettere questo patrimonio storico, adattandosi però alle caratteristiche della città in cui si trova, rendendo il punto vendita una tappa di un percorso sensoriale».
Esiste un luogo che considerate la vostra Icona Urbana?
Vudafieri: «Il Centre Pompidou a Parigi di Renzo Piano che secondo me è la più grande architettura del ventesimo secolo».
Saverino: «Casa comune, realizzata in Giappone negli anni Settanta da Shin Takasuga».
Photo cover: Carlos Gasparotto