Dal 28 giugno al 2 luglio la capitale catalana ospiterà il Congresso Mondiale degli Architetti UIA. Con il tema “Becoming”, la città Capitale Mondiale dell’Architettura Unesco esplorerà come il progetto possa rigenerare le metropoli post-industriali, tracciando la rotta verso un futuro urbano più sostenibile, equo e consapevole.
Barcellona è stata designata ufficialmente Capitale Mondiale dell’Architettura dall’Unesco 2026. Questo riconoscimento trasformerà in estate la città catalana nel fulcro di una profonda riflessione sull’urbanistica, che ingloberà anche il Congresso Mondiale degli Architetti UIA. Sotto il titolo “Becoming. Architecture for a Planet in Transition”, l’evento che si svolgerà dal 28 giugno al 2 luglio indagherà come il progetto possa farsi strumento terapeutico per riparare le fratture sociali, ambientali e morfologiche delle metropoli contemporanee.
Nato nel 1948 nel pieno della ricostruzione post-bellica e tenutosi ogni tre anni in diverse città del mondo, il Congresso giunge alla sua 29esima edizione spostando il baricentro del dibattito lungo il litorale di Barcellona. Si tratta di un evento internazionale che mira a trascendere i confini disciplinari e geografici, riunendo architetti di fama mondiale, ricercatori e figure influenti di molteplici settori, promuovendo uno scambio attivo e la produzione di nuova conoscenza.
Trasformare la città in uno scambio dinamico
Il tema centrale — Becoming — riflette l’esigenza di una professione che non può più limitarsi alla costruzione del nuovo, ma deve porre l’attenzione anche alla cura dell’esistente. Barcellona rappresenta il caso studio ideale di rigenerazione urbana: una metropoli che ha saputo trasformare il proprio passato industriale in un modello di vivibilità, dai celebri “Superilles “(superblocchi) alla rifunzionalizzazione del distretto 22@. Il Congresso Mondiale UIA 2026 di Barcellona vedrà oltre 200 relatori e relatrici confrontarsi in 100 sessioni articolate su otto palchi.
Il programma, cadenzato da momenti collettivi e dibattiti aperti, si sviluppa lungo sei linee tematiche – Becoming more than human, Becoming circular, Becoming embodied, Becoming interdependent, Becoming hyper-conscious e Becoming in-tune – dedicando a ciascuna una mezza giornata di approfondimento interdisciplinare. Considerando l’inaugurazione e la chiusura del Congresso come giornate “cornice,” lunedì 29 giugno si parte con un focus sull’ecologia e la coesistenza tra specie, per poi passare nel pomeriggio alle strategie dell’economia circolare e del riciclo dei materiali.
Visualizza questo post su Instagram
Il secondo giorno la discussione si sposta prima sulla concretezza della ricerca materica e delle tecniche costruttive locali, e successivamente sulla dimensione sociale ed economica, toccando temi come il diritto alla casa e la gestione dello spazio pubblico. La terza giornata di lavori è invece dedicata all’influenza delle dinamiche globali, come l’intelligenza artificiale e la geopolitica, concludendosi con una riflessione più poetica ed emotiva sulla bellezza del quotidiano.
Visualizza questo post su Instagram
Il dibattito non resterà confinato nelle aule accademiche. L’obiettivo è trasformare Barcellona in un laboratorio di ricerca globale dove i progettisti possano condividere strategie per affrontare la crisi climatica e la scarsità di risorse. Essere Capitale Mondiale dell’Architettura significa, comunque, per Barcellona un impegno esteso a tutto l’anno, con un programma culturale che intreccia l’eredità di Gaudí e Cerdà – fondamenta dell’identità architettonica di Barcellona – con le sfide del XXI secolo. L’appuntamento catalano sottolinea che l’architettura non è una forma finita, ma un processo vivo di trasformazione e ascolto dei bisogni di un’umanità in transizione e progresso.
Cover Photo: Dorian D1 / Unsplash