Il 29 maggio 2026 l’Italia dovrà recepire la Direttiva europea sugli edifici a emissioni quasi zero. Il provvedimento riguarda i grandi interventi di riqualificazione, ma coinvolge anche i serramenti, la parte dell’involucro che più incide sulle dispersioni termiche di un edificio e che, una volta installata, resta in esercizio per decenni.
Secondo la Direttiva (UE) 2024/1275, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale di energia nell’Unione europea e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra associate all’energia. È una quota che le sole politiche industriali e la transizione dei trasporti non riescono ad abbattere in modo sufficiente, perché richiede un intervento diretto sul patrimonio costruito.
La direttiva stabilisce che il parco immobiliare residenziale dovrà conseguire una riduzione del consumo medio di energia primaria pari ad almeno il 16% entro il 2030 e tra il 20% e il 22% entro il 2035. Più della metà di tale riduzione dovrà essere ottenuta tramite interventi sugli edifici meno efficienti. L’obiettivo finale fissato per il 2050 è un parco immobiliare europeo a emissioni zero.
Per chi progetta serramenti, questo quadro ha un riflesso immediato: un profilo installato oggi dovrà soddisfare i requisiti in vista degli obiettivi normativi del 2030 e del 2035. Le prestazioni termiche definite in progetto (come la trasmittanza Uw certificata, la stratigrafia del vetrocamera e la qualità della posa in opera) rappresenteranno la risposta concreta dell’edificio alle future scadenze regolatorie nei prossimi due decenni.
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Gli incentivi disponibili nel 2026
Gli strumenti fiscali disponibili nel 2026 funzionano soprattutto come leva economica a supporto di scelte che restano tecniche. Il Bonus Ristrutturazione, disciplinato dall’articolo 16‑bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), consente una detrazione IRPEF sulle spese sostenute per gli interventi sul patrimonio edilizio, compresa la sostituzione dei serramenti, con aliquote che per il 2026 arrivano fino al 50% in alcuni casi. L’Ecobonus si applica agli stessi interventi quando rispettano specifici requisiti energetici: in zona climatica E, ad esempio, il limite massimo di trasmittanza per gli infissi è 1,40 W/m²K.
Con il riordino dei bonus edilizi varato nel 2023 sono stati eliminati in via generale lo sconto in fattura e la cessione del credito, e le detrazioni si recuperano oggi solo tramite dichiarazione dei redditi. Dal 25 dicembre 2025 è operativo il Conto Termico 3.0, introdotto dal decreto MASE 7 agosto 2025, che prevede un contributo a fondo perduto erogato dal GSE, calcolato in base a percentuali predefinite sulle spese ammissibili entro massimali che variano per tecnologia e zona climatica. Per il progettista, la scelta fra detrazioni fiscali e Conto Termico entra a pieno titolo nella consulenza al committente, insieme alla definizione del profilo del serramento e del vetro.
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Progettare oggi per domani
La Direttiva (UE) 2024/1275 introduce i Passaporti di Ristrutturazione come strumento volontario per accompagnare il percorso di ciascun edificio verso lo standard a emissioni quasi zero. Sono documenti tecnici che descrivono le fasi di intervento previste, i benefici energetici attesi e gli strumenti di finanziamento utilizzabili, assegnando a ogni intervento sull’involucro, serramenti compresi, una collocazione precisa e un peso misurabile. In questa prospettiva la finestra smette di essere una semplice voce di capitolato e diventa un tassello della storia energetica dell’edificio.
Chi opera nel settore oggi costruisce un piano: collega la trasmittanza del serramento agli obiettivi della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Buildings Directive, EPBD) per il 2030, individua lo strumento incentivante più adatto e definisce i tempi di rientro dell’investimento.
Secondo il report ENEA sulla consistenza del parco immobiliare nazionale, in Italia ci sono 12,4 milioni di edifici residenziali e oltre il 60% è stato costruito prima del 1976, anno di entrata in vigore della prima legge sul risparmio energetico. Sono per lo più di involucri energeticamente inadeguati, spesso dotati di serramenti prossimi alla fine del ciclo di vita, sui quali il progetto di lungo periodo trova una delle applicazioni più urgenti.
Progettare un serramento nel 2026, per chi interviene sull’esistente, vuol dire misurarsi con un orizzonte che va oltre il fine lavori e incrocia già gli standard fissati per il 2030 e il 2035.
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