Dalla passione d’infanzia per gli spazi al Vastu, l’antica scienza indiana dell’abitare: l’architetta Foti progetta ambienti capaci di nutrire l’anima e rigenerare il quotidiano.
Attiva nel Canavese e non solo, in Piemonte, l’architetta Tiziana Foti ha fatto dell’armonia degli ambienti il cuore della sua ricerca, tecnica e spirituale. La sua architettura si fonda sul Vastu, disciplina indiana sull’arte dell’abitare, che studia l’equilibrio tra l’ambiente costruito, l’essere umano e le forze della natura. Un approccio che ha approfondito in modo trasversale e che oggi integra con l’architettura emozionale.
Ideatrice della “Abitare Consapevole Emozionale Academy”, attraverso cui tiene corsi online e consulenze rivolte sia a professionisti sia a persone, in questa intervista racconta un modo nuovo di concepire la casa. Un luogo dove la materia, la natura e i cinque elementi diventano una risorsa quotidiana di benessere.
Moodboard: Sinfonia di texture di elementi naturali
Com’è nata la sua storia nel mondo della progettazione e quali sono i valori fondamentali su cui ha fondato l’attività del suo studio?
La mia passione per la progettazione nasce da bambina, quando trascorrevo ore a costruire e immaginare spazi: con i Lego non realizzavo castelli o oggetti, ma soggiorni, cucine e ambienti da vivere. Ero affascinata dai colori, dalle forme e dalla capacità che uno spazio ha di trasmettere sensazioni ed emozioni. Già allora intuivo, forse inconsciamente, che l’ambiente in cui viviamo ha un’influenza profonda sul nostro benessere.
Dopo la laurea ho iniziato il mio percorso professionale all’interno di showroom di arredamento e aziende specializzate nella progettazione su misura. È stata un’esperienza fondamentale, perché mi ha insegnato che ogni casa deve essere costruita intorno a chi la vive. Lavorando quotidianamente a stretto contatto con i clienti, mi sono resa conto che un progetto ben riuscito non dipende soltanto da aspetti estetici o funzionali.
Cercavo un approccio capace di mettere in relazione la persona con lo spazio che abita. L’incontro con il Vastu e il mio percorso di crescita personale hanno ampliato questa visione, portandomi a integrare progettazione, benessere e consapevolezza.
Quando ho deciso di intraprendere la libera professione, tutte queste esperienze sono confluite naturalmente in un’unica visione. È così che è nato il mio studio, Elite, che nel corso del tempo ha preso una nuova evoluzione in “Tiziana Foti – Vastu & Architettura Emozionale”, un nome che rappresenta pienamente il mio modo di progettare.
Un approccio che integra competenze tecniche, ricerca estetica e attenzione alla dimensione umana degli spazi, con l’obiettivo di creare ambienti capaci di rispecchiare profondamente l’identità e il benessere di chi li abita. Nel mio metodo, infatti, la dimensione tangibile dell’architettura si unisce a quella invisibile, fatta di percezioni, emozioni ed energia dello spazio. Per me progettare significa dare forma a luoghi che sappiano accompagnare le persone nella vita quotidiana con armonia, equilibrio, bellezza e funzionalità. Ho sempre creduto che gli spazi non siano semplici contenitori, ma realtà capaci di influenzare profondamente le nostre giornate, il nostro modo di pensare e di relazionarci.
Come si traduce l’antica scienza del Vastu nell’interior design contemporaneo?
Il Vastu Shastra studia il rapporto tra spazio, persona e natura, ricercando un equilibrio tra l’ambiente costruito e le forze naturali. Ciò che mi interessa non è applicarlo come un insieme di regole rigide, ma utilizzarlo come una chiave di lettura per progettare ambienti più equilibrati, funzionali e consapevoli.
Mappa “Vastu Purusha mandala” – La casa non è solo un luogo
Nel mio lavoro significa osservare con attenzione l’orientamento della casa, la luce naturale, la distribuzione degli spazi, i materiali, i colori e il loro dialogo con chi abiterà quell’ambiente. Ogni progetto è unico perché ogni persona è unica. L’obiettivo non è seguire uno schema prestabilito, ma creare spazi che favoriscano serenità e qualità della vita. Per me una casa ben progettata non è soltanto bella da vedere: è un luogo capace di sostenere chi la vive ogni giorno.
Qual è l’obiettivo principale della “Abitare Consapevole Emozionale Academy” e il messaggio che desidera trasmettere?
“Abitare Consapevole Emozionale Academy” nasce dal desiderio di condividere una riflessione che accompagna da sempre il mio lavoro, offrendo conoscenze e strumenti che permettano alle persone di comprendere quanto l’ambiente in cui vivono influenzi profondamente il loro stato emotivo, mentale ed energetico. Attraverso questo percorso accompagno il pubblico – sia professionisti del settore sia persone – a scoprire quanto la qualità degli spazi possa incidere sul benessere, sulle relazioni e persino il modo in cui affrontiamo la quotidianità.
Il messaggio che desidero trasmettere è semplice: abitare significa vivere un’esperienza, non occupare uno spazio. Quando impariamo a osservare la nostra casa con maggiore consapevolezza, scopriamo che luce, materiali, colori e organizzazione degli ambienti possono diventare strumenti di equilibrio e crescita personale.
Nella sua visione l’ambiente influenza chi siamo. In che modo un buon progetto d’interni e l’uso di materiali naturali possono trasformare il benessere quotidiano delle persone?
L’ambiente in cui viviamo comunica con noi continuamente, anche quando non ce ne accorgiamo. La luce, le proporzioni degli spazi, i colori, le superfici che tocchiamo e le sensazioni che percepiamo influenzano le nostre giornate e il nostro modo di sentirci.
Salotto – Abitazione a Novara
Per questo ogni scelta progettuale ha un valore che va oltre l’estetica. Un ambiente ben progettato può favorire serenità, equilibrio e una migliore qualità delle relazioni. Anche i materiali naturali hanno un ruolo importante. Il legno, le fibre naturali e le finiture sostenibili restituiscono autenticità agli spazi e rafforzano il legame con la natura, creando atmosfere più accoglienti e armoniose.
Quando una casa riesce a rappresentare davvero chi la abita, diventa molto più di un luogo: diventa una risorsa quotidiana di benessere. Una casa ben progettata migliora la qualità del tempo che trascorriamo al suo interno.
Che importanza hanno gli infissi all’interno di un progetto?
Gli infissi rappresentano uno di quegli elementi che spesso vengono percepiti come puramente tecnici, ma che in realtà svolgono un ruolo fondamentale nella qualità complessiva dell’abitare. Da un punto di vista funzionale, porte e finestre influenzano il comfort termico e acustico, l’efficienza energetica e la sicurezza degli ambienti. Sono elementi che proteggono la casa e contribuiscono a creare condizioni di benessere quotidiano, garantendo equilibrio tra interno ed esterno.
Ma esiste anche una dimensione più profonda. Nella visione del Vastu, porte e finestre rappresentano i principali punti di connessione tra la casa e il mondo esterno. Attraverso di esse entrano la luce, l’aria, i suoni, le percezioni e, simbolicamente, le opportunità e la qualità dell’energia (Prana) che nutre gli spazi. La porta d’ingresso è considerata la ‘bocca’ della casa: il luogo attraverso cui accogliamo persone, esperienze e opportunità.
Particolare porta – Abitazione Pollone – Biella
Per questo motivo la loro progettazione non dovrebbe essere guidata esclusivamente da criteri tecnici o estetici. Le dimensioni, la posizione, la proporzione e il rapporto con la luce naturale contribuiscono a determinare il modo in cui uno spazio viene percepito e vissuto. Una finestra ben progettata non offre soltanto una vista verso l’esterno, ma crea una relazione con il paesaggio, amplifica la luce e genera una sensazione di apertura e vitalità, diventando parte essenziale della visione progettuale e della qualità energetica ed emozionale della casa.
Esiste un luogo o un edificio che considera un’icona urbana e che rappresenta un punto di riferimento?
Un architetto che continua ad ispirarmi è Antoni Gaudí. Non tanto per l’aspetto estetico delle sue opere, quanto per il modo in cui ha saputo osservare la natura e trasformarla in architettura. Nelle sue realizzazioni la forma nasce dalla funzione, dalla luce, dalla geometria e dall’equilibrio delle strutture, seguendo una logica organica piuttosto che decorativa.
Questa visione dialoga profondamente con il mio approccio progettuale e con i principi del Vastu: lo spazio non è un contenitore neutro, ma un elemento capace di influenzare il benessere e l’esperienza delle persone. Per questo considero la Sagrada Família un simbolo di un’architettura che va oltre la costruzione e diventa esperienza. È una lezione ancora attuale: progettare non significa imporre una forma, ma creare luoghi vivi, coerenti e profondamente connessi con chi li abita.
Tutte le foto sono di Tiziana Foti