L’Università danese di Aarhus ha ospitato la 9ª Conferenza Biennale dell’European Architectural History Network (EAHN), la rete che unisce gli storici dell’architettura. Un momento pensato per rinnovare gli strumenti della storiografia e l’insegnamento della materia di fronte alle sfide del nostro tempo.
La 9ª EAHN Biennial Conference ha acceso i riflettori sull’European Architectural History Network (EAHN), un’organizzazione internazionale nata con l’obiettivo di sostenere, mappare e diffondere la ricerca e l’insegnamento della storia dell’architettura su scala globale. Concepito come una piattaforma aperta e transnazionale, il network supera i tradizionali confini accademici e geografici delle scuole storiografiche locali, promuovendo uno scambio metodologico continuo e paritario tra studiosi, istituzioni universitarie, professionisti, ricercatori e ricercatrici di ogni continente.
L’EAHN Biennial Conference, che si è svolta dal 17 al 21 giugno 2026 all’Università di Aarhus, in Danimarca, si è confermata una realtà vitale e innovativa che riconduce la dimensione storica al centro del dibattito culturale, urbanistico e sociale moderno, offrendo una lente d’ingrandimento su come le comunità concepiscono, costruiscono e modificano il proprio ambiente.
La tradizione delle conferenze biennali
Il cuore pulsante e il momento di visibilità internazionale della rete, infatti, sono rappresentati dalle sue Biennial Conferences. Organizzate ad anni alterni a partire dal 2010, questi convegni si svolgono in collaborazione con istituzioni ospitanti e sotto la supervisione di un comitato scientifico internazionale. Ogni edizione riunisce centinaia di studiose e studiosi provenienti da tutto il mondo, configurandosi come un’occasione di confronto e aggiornamento sullo stato dell’arte della disciplina.
Accanto alle conferenze biennali – organizzate negli anni pari – l’EAHN promuove un programma complementare di Thematic Conferences negli anni dispari – come i recenti simposi del 2025 dedicati alle “Microstorie dell’Architettura” all’ETH di Zurigo e a “The Built Ocean” all’Università di Porto – garantendo così una continuità di dibattito.
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Il programma di Aarhus: la storia nell’epoca delle grandi sfide
Il programma di sessioni e tavole rotonde della conferenza di Aarhus del 2026 ha affrontato direttamente la condizione di crisi globale che caratterizza il nostro presente. Per esempio, tra i panel ne emergono alcuni sollevano interrogativi sulla didattica della disciplina e sulla formazione di architetti e architette, come quello intitolato Teaching Architectural Histories in the Age of Global Crisis. In un mondo che richiede risposte al collasso climatico e alle disuguaglianze spaziali, quale storia dell’architettura deve essere insegnata?
A questi temi si sono affiancate sessioni volte ad affrontare la crisi materiale e ambientale, come il panel Excavating the Landfill: Towards an Environmental History of Architecture’s Waste, indagando come la storia della progettazione possa essere riletta attraverso i suoi scarti e i residui edili accumulati nei secoli. Sulla stessa linea di ripensamento delle risorse naturali c’è la sessione Water as an Ecological Mediator in Architecture: Tracing Connections from Antiquity to the Modern Age, rileggendo così l’architettura e l’urbanistica attraverso il loro rapporto con l’elemento idrico.
Il dibattito sul futuro della disciplina si è esteso anche all’impatto delle tecnologie di frontiera con la tavola rotonda Transmedia Architecture Archive: Historical Knowledge in the AI Era, che pone interrogativi su come l’Intelligenza Artificiale e la digitalizzazione stiano ridefinendo la conservazione della memoria architettonica, trasformando l’accesso alle fonti e gli stessi strumenti della ricerca storiografica.
Guardare alla storia non significa rifugiarsi nella nostalgia, ma avere gli strumenti per decodificare il presente e governare il futuro. Le risposte ai grandi dilemmi urbani odierni – dalla rigenerazione sostenibile alla decolonizzazione degli spazi pubblici – affondano le radici proprio nelle stratificazioni storiche che reti come l’EAHN continuano a esplorare, smontare e ricomporre. La conferenza di Aarhus, in questo senso, si appresta a tracciare le linee guida della cultura architettonica dei prossimi anni.
Photo cover: Pexels / Joerg Mangelsen