L’architetto milanese spiega come coniugare acustica, comfort e riqualificazione, dagli studi di registrazione alle abitazioni, preservando l’identità degli edifici.
La progettazione di uno studio di registrazione e quella di un’abitazione hanno più aspetti in comune di quanto si immagini. Dal racconto dell’architetto Angelo Nardozza, specializzato nella realizzazione di spazi per la musica, emerge un approccio che mette al centro il modo in cui gli spazi vengono realmente vissuti, integrando tecnica, acustica e qualità architettonica senza perdere di vista il valore dei dettagli.
Perché ha scelto di diventare architetto? Cosa le piace del suo lavoro?
Prima di iniziare gli studi al Politecnico di Milano non avevo ancora una vera consapevolezza dell’architettura come disciplina. Sin da bambino, però, ero molto attratto dalla forma degli oggetti che disegnavo con un livello di dettaglio notevole per la mia età.
Dopo la maturità sono arrivato a Milano con l’idea di studiare disegno industriale, ma alla fine mi sono iscritto ad architettura, quasi senza sapere fino in fondo cosa avrei trovato. È lì che è nata la passione: nello scoprire che dietro le forme esistevano un pensiero, un metodo e una cultura del progetto.
Casa-studio per un musicista. Progetto di interno residenziale con spazio per la produzione musicale e soluzioni acustiche integrate nell’arredo.
Del mio lavoro mi interessa soprattutto partire da esigenze concrete e trasformarle in una soluzione che non sia soltanto funzionale, ma anche capace di sorprendere il committente, aprendo possibilità che all’inizio magari non aveva immaginato. Quando accade, il progetto non risponde solo a un bisogno: dà forma a un modo nuovo di vivere lo spazio.
Da dove nasce la sua passione per i luoghi dedicati alla musica e allo spettacolo?
Sono cresciuto in un contesto familiare molto legato alla musica. Mio nonno era clarinettista e, più in generale, in famiglia la musica era molto presente, con zii musicisti, uno dei quali anche fonico e fondatore di un proprio service audio e luci attivo nel mondo delle tournée e dello spettacolo dal vivo. Anche mio fratello Luciano, con il quale tuttora collaboro, è un musicista.
Sin dall’infanzia sono stato quindi attratto non solo dalla musica, ma anche dall’audio professionale e dalle tecnologie per lo spettacolo. Da questa attrazione è nata nel tempo una passione sempre più concreta, che durante gli studi al Politecnico di Milano ho iniziato a coltivare anche attraverso un percorso parallelo come tecnico audio e fonico, accanto alla formazione da architetto.
Casa-studio per un musicista. Vista della postazione dedicata all’ascolto e alla produzione musicale, con trattamento acustico integrato nello spazio domestico.
Questi due mondi si sono incontrati nella mia tesi di laurea, dedicata alla progettazione degli studi di registrazione. Da questo incontro è nata poi la pubblicazione, nel 2011, insieme a Giorgio Campolongo, del manuale “Crea il tuo studio di registrazione” per Tecniche Nuove. Nel 2025 ho poi pubblicato, sempre con Tecniche Nuove, il volume “Il tuo studio di registrazione e produzione musicale”.
Quali sono gli elementi da tenere in considerazione quando si progetta un luogo per la musica?
Per progettare uno spazio dedicato a una specifica attività è fondamentale innanzitutto conoscere quell’attività. Nel caso degli studi di registrazione o produzione musicale, o degli spazi per lo spettacolo, spesso si pensa che l’unico elemento da considerare sia l’acustica.
Naturalmente l’acustica è fondamentale. Contano il volume e le proporzioni dell’ambiente, la geometria di pareti e soffitto e il comportamento delle superfici, che devono assorbire, riflettere o diffondere il suono in modo mirato. Nel caso delle regie e degli studi di produzione, la geometria dell’ambiente, il trattamento delle superfici, la posizione dei monitor e il punto d’ascolto devono essere concepiti come un unico sistema. Vanno inoltre controllate la risposta alle basse frequenze, le prime riflessioni e il rumore prodotto dagli impianti. A tutto ciò si aggiunge l’isolamento acustico fra gli ambienti dello studio e verso l’esterno.
Ma l’acustica non esaurisce il progetto. Bisogna considerare anche l’integrazione delle attrezzature tecniche e dei cablaggi, oltre al modo in cui musicisti, tecnici e produttori utilizzeranno concretamente lo spazio. Si tratta di ambienti complessi, nei quali aspetti tecnici, funzionali e creativi sono strettamente intrecciati. Uno studio di registrazione, in particolare, è anche uno spazio creativo. L’atmosfera, il comfort e il modo in cui gli ambienti vengono vissuti incidono sul lavoro di musicisti, tecnici e produttori.
Sala prove e registrazione con angolo regia. Progetto di spazio musicale con trattamento acustico integrato.
Nel mio caso, il percorso parallelo da architetto e tecnico del suono mi permette di affrontare questi temi con una competenza diretta e di integrare fin dall’inizio le esigenze acustiche e tecniche nel progetto architettonico. Questo non significa sostituirsi agli specialisti, quando sono necessari, ma mettere a frutto competenze specifiche in acustica e audio professionale per tenere insieme esigenze tecniche, uso reale degli ambienti, comfort e qualità complessiva dello spazio.
Come si arriva a creare una casa confortevole per chi la abita?
È fondamentale comprendere desideri, abitudini ed esigenze dei committenti; spesso però il progetto deve andare oltre ciò che viene espresso direttamente. Molti spunti emergono osservando il modo in cui le persone vivono e i loro gesti quotidiani. Il compito dell’architetto è trasformare tutto questo in uno spazio coerente, capace di rispondere ai bisogni reali ma anche di aprire possibilità che il committente magari non aveva ancora immaginato.
Che importanza hanno i serramenti in un progetto di riqualificazione di un interno?
Penso che i serramenti, al pari di altri elementi come i pavimenti, le porte interne o certi elementi metallici di facciata e delle parti comuni, contribuiscano in modo importante alla personalità di un edificio, soprattutto in quelli costruiti in epoche in cui erano ancora manufatti artigianali o comunque fortemente legati al disegno originario dell’immobile. Negli edifici di pregio questa consapevolezza è più consolidata. A mio avviso, però, lo stesso sguardo può avere senso anche in contesti più ordinari, dove alcuni elementi originali contribuiscono comunque al carattere dell’appartamento.
Roger’s House. Progetto di riqualificazione di un interno residenziale. Vista della zona giorno.
Negli interventi di riqualificazione si tende spesso a sostituire i serramenti automaticamente in nome dell’efficienza energetica, che naturalmente è un tema fondamentale. Credo però che ogni caso vada valutato con attenzione: quando un serramento originale contribuisce in modo significativo al carattere dell’appartamento ed è tecnicamente recuperabile, può valere la pena cercare soluzioni che migliorino il comfort senza cancellare l’anima dell’appartamento.
C’è un luogo che lei considera un’icona urbana? Quale?
Penso agli studi di registrazione storici: spazi di lavoro spesso chiusi al pubblico, frequentati da musicisti, produttori e tecnici, ma dentro i quali è nata la musica che tutti conosciamo e amiamo.
Volendo fare un esempio, citerei gli Abbey Road Studios di Londra, divenuti un’icona pop anche per la copertina dell’omonimo album dei Beatles. Questo è l’esempio più evidente, perché è uno dei casi più noti in cui uno studio di registrazione è stato riconosciuto anche come bene storico. Ma molti altri studi, pur avendo avuto un ruolo enorme nella storia della musica, sono stati modificati, trasferiti o chiusi.
La musica resta, entra nella memoria collettiva e continua a essere ascoltata per generazioni. Molto spesso, però, il luogo fisico che l’ha generata scompare, viene trasformato o perde la propria identità originaria. Anche questo contrasto tra la permanenza della musica e la fragilità dello spazio che l’ha resa possibile è parte del fascino degli studi di registrazione storici.
Tutte le immagini sono progetti e visualizzazioni fotorealistiche di Angelo Nardozza (nella cover)