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Wim Wenders racconta Peter Zumthor: a Venezia il film “From Inside Out”

di Federica Biffi
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In occasione dell’83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, Wim Wenders presenta il suo nuovo lungometraggio “From Inside Out”, un’indagine sull’opera dell’architetto svizzero Peter Zumthor attraverso una lettura fenomenologica che mette al centro la percezione, la materia e il valore dell’abitare.

Sarà presentato Fuori Concorso all’83a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, che si tiene dal 2 al 12 settembre 2026, “From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor” segna il ritorno del regista tedesco Wim Wenders dopo il successo di “Perfect Days”. Come evidenziato dall’articolo di “Living Corriere”, il lungometraggio di 114 minuti – inserito nel programma della selezione ufficiale della Biennale Cinema – punta i riflettori sull’opera e sulla filosofia dell’architetto svizzero Peter Zumthor, già insignito del Pritzker Architecture Prize nel 2009 e della RIBA Royal Gold Medal nel 2013. In questo lavoro, Wenders indaga lo spazio costruito superando la classica rappresentazione visiva: il cinema diventa così un’esperienza immersiva, in cui l’architettura prende vita attraverso la presenza e lo sguardo di chi la vive, la frequenta e l’ha realizzata. In effetti, il titolo chiarisce fin da subito la direzione teorica della pellicola: analizzare l’architettura dall’interno verso l’esterno, ribaltando l’approccio plastico-scultoreo per porre al centro dell’indagine il rapporto primario e fisico tra il corpo umano, la massa costruita e l’ambiente circostante.

FROM INSIDE OUT - THE ARCHITECTURE OF PETER ZUMTHOR - Official still

Official still  “From inside out – The architecture of Peter Zumthor” – Photo: Ufficio stampa Biennale

La promessa del film è far vivere agli spettatori gli edifici come se potessero percorrerli autonomamente. L’opera prende le mosse da una riflessione di Zumthor, secondo cui «tutti noi veniamo da delle case», ponendo l’origine dell’esperienza abitativa al centro del racconto. Nel film di Wenders, l’impiego della tecnologia 3D immersiva diventa lo strumento per presentare l’architettura attraverso gli occhi e la presenza di chi quegli spazi li vive o li ha realizzati: visitatori, utenti, abitanti e artigiani. L’obiettivo non è la celebrazione dell’edificio come oggetto statico, ma la restituzione di un’esperienza diretta, permettendo al pubblico comprendere come l’architettura influenzi la nostra percezione del mondo e plasmi le nostre vite.

Dalla formazione alla materia: un itinerario nelle opere di Zumthor

Il film ripercorre le fasi fondative della sensibilità del progettista nato a Basilea nel 1943, a partire dalla prima formazione da ebanista, decisiva per la sua attenzione ai giunti e alla qualità dei materiali, fino ai successivi anni dedicati alla tutela dei monumenti nel Cantone dei Grigioni, un’esperienza che ne ha affinato la lettura del paesaggio.

 

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Attraverso questo percorso, documentato anche dalla piattaforma “ArchDaily”, l’opera cinematografica attraversa le tappe emblematiche della produzione dell’architetto. Alle Terme di Vals in Svizzera la quarzite locale definisce una struttura ipogea dove luce e acqua interagiscono costantemente con lo spazio. Al Museo Kolumba di Colonia in Germania l’architettura contemporanea si integra con le rovine della chiesa medievale preesistente in un dialogo di continuità storica. Nella Cappella di San Nicola de Flüe (Bruder Klaus) a Mechernich, sempre in Germania, la costruzione si sviluppa attorno a una struttura provvisoria di tronchi d’albero poi bruciati in situ, lasciando il cemento segnato dalla traccia del fuoco. L’esplorazione tocca inoltre interventi di scala differente come il Serpentine Gallery Pavilion di Londra del 2011 e la casa per vacanze realizzata nella campagna inglese per la società “Living Architecture”.

La convergenza tra lo sguardo di Wenders e l’opera di Zumthor offre uno spunto di riflessione fondamentale per il dibattito contemporaneo. “From Inside Out” sembra voler riaffermare che l’architettura è una struttura di supporto all’esistenza, una disciplina che trova il suo significato ultimo nella capacità di durare nel tempo, di resistere alle mode e di accogliere la complessità dell’esperienza umana. Non ci resta che attenderne il debutto veneziano per sperimentare in prima persona come il cinema possa insegnarci a percepire, ascoltare e abitare l’architettura.

 

Federica Biffi

Cover: Official still  “From inside out – The architecture of Peter Zumthor” – Photo: Ufficio stampa Biennale

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