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Luca Bernard: «Essere architetto vuol dire vivere ogni volta un’avventura»

di Annarita Cacciamani
Luca Bernard
Dall’efficienza energetica dell’involucro al fenomeno del senior living fino alle strutture per RSA: il professionista torinese illustra come la progettazione su misura integri tecnologia e paesaggio.

L’efficienza energetica è una delle questioni al centro dell’edilizia contemporanea. Secondo l’architetto Luca Bernard il modo migliore per risparmiare energia è rendere efficienti gli edifici, limitando i fabbisogni energetici. In questa intervista, il professionista torinese, consulente LEED e CasaClima, illustra come la progettazione su misura integri tecnologia e paesaggio e spiega come questo concetto viene applicato nella pratica quotidiana.

Perchè ha scelto di diventare architetto?

Forse la scintilla è scoccata quando da adolescente i miei genitori decisero di ristrutturare l’appartamento in cui abitavamo. Avendo realizzato i lavori per piccoli interventi, con noi dentro accampati alla meglio, ebbi modo di osservare il cantiere. Probabilmente mi affascinava vedere una squadra di persone, ognuna con un proprio ruolo ben definito, coordinata dal direttore dei lavori, realizzare quello che prima era solo un bel disegno sulla carta.

Fare questo mestiere è un pò vivere una nuova avventura ogni volta. Ogni volta c’è qualcosa di diverso e ogni volta si conosce il punto di partenza, ma non il punto di arrivo che passa attraverso il rapporto con i luoghi, con il committente, con le regole che governano quel territorio, con il gruppo di progettazione, con l’impresa, con gli artigiani e con tutti quelli che intervengono nel processo di costruzione.

Castello di Bruzolo 3

Castello di Bruzolo, Bruzolo (Torino)

Nel suo lavoro dà molta importanza all’efficienza energetica. Come la si declina nel concreto nella ristrutturazione di un’abitazione?

Siamo nel pieno di una rivoluzione culturale e tecnologica che ha investito non solo il settore edilizio, ma il concetto stesso di rapporto tra l’essere umano e la natura. Mi riferisco alla transizione energetica e a tutte le conseguenze che ne derivano.

Gli edifici consumano il 41% dell’energia complessiva, si sale al 73% parlando di energia elettrica e sono responsabili del 38% dell’anidride carbonica emessa in ambiente. È chiaro, pertanto, che bisogna intervenire in modo massivo sulla richiesta di energia degli edifici e per farlo in modo efficiente bisogna innanzitutto abbattere i fabbisogni, rendendo minima la richiesta di energia per riscaldamento e raffrescamento e di illuminazione degli ambienti. Il modo migliore per risparmiare energia è fare in modo di non averne bisogno.

Analizzando il parco edilizio esistente in Italia ad oggi, emerge chiaramente come larga parte del costruito, circa l’80% del totale, sia classificato nelle classi meno efficienti con consumi molto alti. Il punto è fare in modo di ridurre al minimo quei fabbisogni così da avere necessità di un’impiantistica ridotta al minimo, capace di garantire una casa confortevole in inverno così come in estate con consumi minimi se non nulli.

Clinica psichiatrica Nebbiuno 1

Clinica psichiatrica a Nebbiuno (Novara)

Quindi come procedere?

Bisogna partire dall’analisi del sito per ottimizzare le esposizioni quando è possibile, ad esempio nei nuovi edifici. In secondo luogo, va progettato correttamente l’involucro con la scelta dei materiali più opportuni, anche in funzione del sito di costruzione. Il progetto deve essere corretto nella dimensione degli sporti e delle aperture in modo da ottimizzare gli apporti solari, preziosissimi quando si parla di edifici ad alta efficienza energetica.

L’impiantistica destinata alla climatizzazione diventa così minima. Nelle case ad alta efficienza energetica diventa preminente l’impianto di ventilazione meccanica controllata con recuperatore di calore. Se ci sono le condizioni per realizzare un involucro davvero efficiente, questo impianto di climatizzazione diventa l’unico. I maggiori costi sostenuti per realizzare l’involucro di un’abitazione di questo livello sono ampiamente ripagati dall’assenza di alcuni impianti e dalla conseguente assenza dei costi di gestione e manutenzione futuri. Il metodo CasaClima, di cui sono consulente, prevede a fine lavori l’obbligo di un test severo, il blower door test, utile a verificare di aver realizzato correttamente l’involucro e l’impiantistica.

Si occupa di senior living. Cos’è e quali caratteristiche ha?

I senior living si propongono come strutture di carattere sostanzialmente alberghiero capaci di accogliere persone over 65 autosufficienti o semi autosufficienti offrendo loro in più sicurezza, socialità e servizi. La sicurezza è offerta da ambienti privi di barriere architettoniche, domotica in grado di rilevare situazioni di allarme o pericolo e personale di controllo presente 24 ore. Occasioni di socialità sono garantite da ampi spazi comuni come soggiorni, sale polivalenti per attività di intrattenimento, ristorante, bar, palestra, terrazze, giardini e piccoli orti comuni.

RSA Belgirate camera

RSA a Belgirate (Verbano-Cusio-Ossola – VB)

Sono poi presenti servizi particolarmente interessanti per chi può cominciare ad avere bisogno o anche solo piacere di avere assistenza garantita: una reception aperta 24 ore, ristorazione personalizzata, lavanderia, attività di pulizie, assistenza all’igiene personale, assistenza infermieristica o fisioterapica, attività di parrucchiere, estetista, podologo, assistenza nell’organizzazione di viaggi, gestione delle utenze.

Quali sono i principali elementi da considerare in un cantiere di una RSA?

Quello di una RSA è un cantiere decisamente complesso considerando le diverse tipologie e la numerosità di fornitori coinvolti. La semplice destinazione a residenza sanitaria assistita, in rapporto anche solo ai parametri di legge, alza di molto il livello degli standard richiesti.

Le dimensioni stesse del fabbricato, poi, sono piuttosto importanti. L’efficienza energetica, la qualità dell’acustica, l’antisismica, diventano quindi obiettivi prioritari da realizzare con la massima cura e attenzione.

Gli impianti di climatizzazione, ricambio d’aria e illuminazione sono gestiti da un sistema domotico in grado di interagire con l’ambiente esterno e interno garantendo comfort e ottimizzando i consumi. Si affiancano gli impianti antincendio particolarmente importanti in considerazione dell’utenza ospitata, i gas medicali, la chiamata di assistenza, la diffusione sonora, la videosorveglianza.

Data la complessità del cantiere, un ruolo importante svolge la prefabbricazione, utile a garantire un livello superiore nella qualità della realizzazione e una maggiore capacità di rispettare le tempistiche complessive di cantiere.

I serramenti sono uno degli elementi che contribuiscono all’efficienza energetica. Come li sceglie?

Ogni progetto ha le sue peculiarità e di conseguenza le scelte derivano dall’analisi delle esigenze e delle soluzioni migliori che si individuano per quel caso specifico. Recentemente si è chiuso il cantiere di restauro di un castello di origine medievale che ho seguito in Val di Susa. Nei secoli, numerosi serramenti erano stati sostituiti, soprattutto negli anni ‘50 del secolo scorso, variandone il disegno e la tipologia. Solo pochi serramenti in facciata conservavano ancora l’aspetto originario e così si è deciso di sostituire tutti i serramenti riprendendo il loro disegno iniziale.

RSA Richelmy 2

RSA Richelmy, Torino

Con il legno non è stato semplice garantire performance termiche e acustiche elevate senza ricorrere a profili molto spessi, incompatibili quindi con il bene architettonico vincolato dalla Soprintendenza. Ci siamo riusciti ricorrendo però a profili speciali, a vetrocamera particolarmente validi e all’inserimento in mazzetta della porzione di telaio fisso.

Caso opposto può essere invece quello di una RSA terminata da pochi mesi dove siamo ricorsi a serramenti in PVC incorporati in monoblocco con il cassonetto per ospitare i frangisole oscuranti motorizzati. La prefabbricazione ha permesso di completare in cantiere solo la posa murando i controtelai, sigillandoli alla muratura adiacente. Questo ha permesso di limitare le lavorazioni in cantiere riducendo le possibilità di errore e garantendo le performance termiche e acustiche attese di ottimo livello.

C’è un luogo che considera una sua icona urbana? Quale?

Il concetto di icona urbana mi fa pensare a come architettura, urbanistica e paesaggio possano trovare sintesi in un rapporto di continuo scambio e dialogo tra gli elementi. Da torinese, in questi giorni sono passato per caso davanti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi progettata da Filippo Juvarra su incarico di Vittorio Amedeo II nel 1729.

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi l’integrazione nel paesaggio è totale con un dialogo costante tra il costruito e il suo intorno, dove le rotte di caccia sono impostate dalla planimetria della palazzina, disegnano il Parco recintato all’esterno, i viali che conducono alla residenza e proseguono all’infinito nei boschi che circondano il complesso.

Un esempio di una meravigliosa icona urbana, dove una committenza illuminata e un architetto straordinario realizzano un’opera capace di costruire il paesaggio e renderlo vivo attraverso l’insediamento di attività in grado di rendere il tutto sostenibile!

Un concetto di base quindi quello di questa icona urbana che, rivisitato e adattato alla propria epoca, possiamo ritrovare, ad esempio, a fine ‘800 per il villaggio Leumann a Collegno o nel ‘900 con la Olivetti a Ivrea per rimanere nel torinese.

 

Annarita Cacciamani

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