Home » Elena Tamone: «L’architettura è responsabilità sociale che ascolta e crea spazi di vita»

Elena Tamone: «L’architettura è responsabilità sociale che ascolta e crea spazi di vita»

di Mariza Cibelle Dardi
COVER_tamone
Da bambina trasformava le scatole di scarpe della madre in piccole dimore per le bambole, dove ogni dettaglio, dalla carta da parati ai mobili in miniatura, era frutto di un’attenta cura e immaginazione. Dall’infanzia creativa ai banchi del Politecnico, fino all’impegno civico con gli Amici del Palazzo Reale: il percorso di Elena Tamone è una testimonianza di come progettare significhi prendersi cura del presente e del futuro della comunità.

Elena Tamone, architetta torinese e titolare di Mies Concept Store, interpreta la sua professione come un gesto di cura profonda verso la città e la comunità che la abitano. Il suo percorso, iniziato tra i banchi del Politecnico di Torino, si intreccia con un impegno civico costante, la progettazione partecipata e una particolare attenzione ai dettagli che fanno la differenza nell’abitare contemporaneo. Ogni progetto, per lei, è un dialogo con le persone e il territorio: un equilibrio tra innovazione e rispetto per la memoria collettiva, dove la sensibilità e l’ascolto diventano strumenti fondamentali per costruire spazi vivi e accoglienti.

Come è nata la sua passione per l’architettura? C’è stato un episodio, durante gli anni al Politecnico di Torino, che ha segnato il suo percorso e rafforzato la sua vocazione?

Penso che l’amore per l’architettura mi appartenga da sempre. Da bambina ero irresistibilmente attratta da tutto ciò che potevo creare con le mani e con l’immaginazione. Adoravo i mattoncini Lego, potevo costruire case per ore, oppure rubavo a mia mamma le scatole di scarpe per creare piccole abitazioni per le bambole, con tanto di arredo e carta da parati. Scegliere architettura è stato un atto naturale, quasi un modo per dare voce a qualcosa che mi apparteneva da sempre. Ma è stato durante gli studi al Politecnico di Torino che questa passione ha assunto una dimensione più consapevole e profonda.

IMG showroom

Showroom MIES – Lab concept store – Torino

Ricordo una revisione poco prima di un esame, quando io e i miei compagni di corso presentammo il progetto al professore. Fu lui a sottolineare come il nostro lavoro “ascoltasse, non imponesse”. Questa espressione mi ha colpita profondamente. In effetti avevamo investito tempo ed energie nei sopralluoghi e nel dialogo con gli abitanti del quartiere, cercando di coglierne esigenze e necessità. In quel momento ho capito che l’architettura non si riduce alla tecnica o all’estetica: richiede sensibilità e ascolto. Costruire significa, prima di tutto, comprendere chi vivrà quello spazio, quali saranno i suoi bisogni, le sue emozioni, i gesti che animeranno la quotidianità.

Se dovesse indicare un’icona urbana che rappresenta al meglio il nostro tempo, quale sceglierebbe?

Se dovessi scegliere un’icona urbana capace di raccontare il nostro tempo, la mia risposta sarebbe immediata: il Lingotto di Torino. Da emblema della grande industria, oggi è diventato un modello di rigenerazione urbana che fonde passato e futuro, produzione e cultura, lavoro e socialità. Il Lingotto incarna in modo esemplare la capacità delle nostre città di reinventarsi, valorizzando il patrimonio esistente e accogliendo nuove funzioni, nuove persone. È la dimostrazione di come l’architettura possa accompagnare i cambiamenti sociali e culturali senza perdere la propria identità. In questa prospettiva, un’icona urbana non si riduce a un edificio o a un monumento: è un luogo che custodisce e racconta storie, relazioni, aspirazioni di una comunità in continua evoluzione.

Quanto è determinante la selezione degli infissi in un intervento di ristrutturazione o in una nuova costruzione? Oltre all’efficienza energetica, quali requisiti considera prioritari?

In un progetto di ristrutturazione o nuova costruzione, la scelta degli infissi riveste un ruolo chiave. Non sono solo un semplice elemento tecnico, fanno parte della pelle dell’edificio, il confine che definisce il rapporto tra dentro e fuori. La loro scelta è fondamentale perché regolano la luce che filtra negli spazi, incorniciano la vista verso l’ambiente esterno e stabiliscono quella sottile relazione tra protezione e apertura.

IMG_E2618

Showroom MIES – Lab concept store – Torino

Oltre all’efficienza energetica, che oggi è imprescindibile, gli infissi devono garantire comfort acustico e un corretto ricambio d’aria, ma soprattutto devono riuscire a farci sentire protetti senza mai tradire quel senso di rifugio che rende una casa davvero casa. Devono essere solidi, duraturi, e al tempo stesso capaci di integrarsi con l’estetica e il carattere dell’edificio, diventando parte integrante dell’esperienza abitativa. In fondo, scegliere gli infissi significa decidere come la nostra casa dialogherà con il mondo esterno, accogliendo la luce, il rumore, il silenzio, e tutto ciò che rende vivi gli spazi in cui abitiamo.

ll suo impegno civico si esprime in modo concreto attraverso la fondazione dell’associazione Amici del Palazzo Reale di Torino, dedicata alla tutela delle Residenze Sabaude, e con la candidatura al Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Torino. In che modo queste scelte raccontano la sua visione dell’architettura come responsabilità sociale verso la comunità?

L’architettura non ha solo un ruolo estetico o tecnico, ha fondamentalmente un ruolo sociale. Ogni progetto, piccolo o grande che sia, ha un impatto sulla vita delle persone, sul paesaggio, sulla memoria collettiva. È per questo che il mio impegno civico non è qualcosa di “parallelo” alla professione, ma ne è parte integrante. L’associazione Amici del Palazzo Reale, infatti, è nata più di trent’anni fa, mentre frequentavo ancora l’università. Sono rimasta profondamente affascinata dalla passione per l’architettura sabauda che Giuseppe Fragalà– tuttora presidente – è riuscito a trasmetterci. Insieme a lui e all’architetta Mariella Vinardi – mi scuso se non cito tutti – abbiamo condiviso un percorso che ha acceso in me un senso di responsabilità e un amore ancora più forte verso questo straordinario patrimonio.

La tutela del patrimonio storico, in particolare delle Residenze Sabaude, non è solo conservazione, ma è un gesto di responsabilità verso la città, la sua identità e le generazioni future. Allo stesso modo, candidarmi per il Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Torino ha significato voler portare avanti una visione dell’architettura e della professione come servizio alla comunità. Credo che noi architetti dobbiamo essere presenti nel dibattito pubblico, contribuire attivamente al miglioramento del territorio, alla qualità dell’abitare, e sostenere una cultura del progetto che sia inclusiva, consapevole e aperta. In fondo, architettura e cittadinanza sono per me due facce della stessa medaglia: progettare è anche prendersi cura.

IMG_E2633

Showroom MIES – Lab concept store – Torino

Torino attraversa oggi una fase di rinnovamento urbano significativa. In questo scenario, quale ruolo spetta all’architetto nel guidare la trasformazione, garantendo la tutela dell’identità cittadina?

Una trasformazione urbana richiede un intervento responsabile. In questo contesto, il ruolo dell’architetto è quello di guidare il cambiamento preservando l’identità della città. Gli architetti non sono solo progettisti di spazi, ma interpreti della memoria collettiva e, insieme, mediatori del futuro. Il nostro compito è quello di accompagnare il cambiamento senza cancellare ciò che rende Torino unica: la sua stratificazione storica, il tessuto sociale, le architetture che raccontano epoche diverse ma dialogano tra loro. Dobbiamo saper leggere le esigenze del presente — sostenibilità, inclusione, resilienza — ma dobbiamo farlo con rispetto per il carattere della città. Questo significa non avere paura dell’innovazione, ma guidarla con sensibilità, creando connessioni tra il nuovo e l’esistente, tra le persone e i luoghi. Solo così la trasformazione non sarà una frattura, ma una continuità evolutiva.

 

Articoli correlati

Lascia un commento

* Utilizzando questo modulo acconsenti all'archiviazione e alla gestione dei tuoi dati da parte di questo sito web.