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CAM Edilizia 2026: nuovi obblighi per serramenti e facciate

di Mariza Cibelle Dardi
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Dal 2 febbraio 2026 entrano in vigore i nuovi criteri ambientali minimi (CAM). Percentuali certificate di materiale riciclato, prestazioni energetiche e qualità della posa diventano requisiti obbligatori per involucro, serramenti e facciate.

Il 3 dicembre 2025, la Gazzetta Ufficiale ha sancito una svolta epocale per l’edilizia pubblica italiana. Con la pubblicazione del Decreto CAM Edilizia 24 novembre 2025, entrato in vigore il 2 febbraio 2026, ogni appalto che coinvolge involucro, serramenti e facciate deve ora rispettare requisiti minimi stringenti su contenuto di materiale riciclato, prestazioni energetiche e qualità della posa. Non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di un cambio di paradigma che ridefinisce l’intera filiera delle costruzioni.

Al centro della rivoluzione normativa ci sono i materiali. Il decreto introduce, per la prima volta, percentuali minime obbligatorie di materia recuperata, riciclata o derivante da sottoprodotti, certificate lungo tutta la filiera. Per i serramenti, ad esempio, l’alluminio deve garantire almeno il 40% di materiale riciclato, mentre per l’acciaio strutturale la soglia minima obbligatoria è fissata al 75%, come stabilito dalle specifiche tecniche del decreto.

Questi valori impongono standard misurabili e verificabili attraverso certificazioni ambientali riconosciute, come le Environmental Product Declaration (EPD) o schemi come Made Green Italy, che diventano così strumenti centrali per attestare la conformità, escludendo le mere auto-dichiarazioni.

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Photo: Freepik

La posa in opera non è più una semplice buona pratica, ma un requisito normativo vincolante: non basta selezionare un serramento performante, se la sua installazione non garantisce continuità delle prestazioni e pieno rispetto delle norme tecniche di riferimento. Questo cambiamento segna il passaggio a un approccio integrato, dove la qualità dell’installazione diventa elemento imprescindibile per la conformità agli standard.

Ma cosa significa, concretamente, per le imprese? Significa che ogni fornitore dovrà dotarsi di documentazione certificata, rilasciata da organismi accreditati, che attesti il contenuto di riciclato nei propri prodotti. Chi non si adeguerà rischia di essere escluso dalle gare pubbliche, dove la conformità ai CAM è ormai un requisito di ammissibilità, non un optional. La gestione strutturata della documentazione ambientale diventa indispensabile: senza dati certificati, molti prodotti rischiano di non risultare conformi.

Posa in opera: da buona pratica a obbligo contrattuale

Se i materiali sono il cuore green del decreto, la posa in opera ne rappresenta l’anima tecnica.

Per la prima volta, i CAM Edilizia 2026 introducono criteri obbligatori sulla qualità dell’installazione dei serramenti, richiamando esplicitamente la conformità alla norma UNI 11673-1. I nodi di posa devono essere progettati e realizzati per garantire prestazioni di tenuta e continuità con l’involucro edilizio.

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Photo: Freepik

La conformità alla norma UNI 11673-1 può essere attestata tramite rapporto di prova oppure attraverso il Marchio Progettazione Posa Qualità, uno schema di certificazione volontaria che attesta la corretta progettazione e posa in opera dei serramenti. Il marchio, riconosciuto come evidenza di pre-verifica, garantisce che i nodi di posa siano realizzati secondo standard tecnici certificati, assicurando prestazioni reali in termini di resistenza agli agenti, isolamento e continuità termo-acustica con l’involucro edilizio.

Questo cambiamento ha implicazioni profonde per progettisti, imprese e serramentisti. Non è più sufficiente fornire un prodotto conforme: occorre garantire anche la qualità dell’installazione, con personale qualificato e certificazioni aggiornate. Le stazioni appaltanti, dal canto loro, devono inserire nei bandi clausole ambientali dettagliate, pena la violazione del Codice dei Contratti Pubblici. L’omissione, anche parziale, di questi requisiti può comportare sanzioni e la non ammissibilità delle offerte.

C’è anche una buona notizia: le aziende che si muoveranno con anticipo potranno trasformare questi nuovi requisiti in un’opportunità per distinguersi sul mercato. Prepararsi oggi significa essere pronti a competere domani, in un contesto sempre più orientato alla qualità e alla responsabilità ambientale. In altre parole, i nuovi CAM non sono solo un vincolo, ma un’opportunità per valorizzare competenza tecnica, qualità e responsabilità ambientale, garantendo alle stazioni appaltanti maggiore affidabilità nelle opere pubbliche.

 

Mariza Cibelle Dardi

Photo cover: Freepik / Mindandi

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