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KLAM Architettura: radici torinesi e visione internazionale

di Anna Stoppani
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Dalla dimensione internazionale alla pratica di cantiere, lo studio KLAM nasce dalla collaborazione tra Kejdi Lulja e Alberto Matta nel 2020. L’obiettivo è interpretare ogni progetto come un equilibrio tra vincoli reali e visione creativa, valorizzando il dialogo tra contesto, funzione e identità dei luoghi.

 

L’approccio dei fondatori di KLAM Architettura mette al centro l’artigianalità per valorizzare e nobilitare la realizzazione di un’opera. La loro visione resta saldamente ancorata alle radici, ponendo al centro l’innovazione.

«L’architettura è trasformazione e composizione sapiente dello spazio e del paesaggio, ispirata dallo studio del passato e la riscoperta delle innovazioni nascoste nella storia dei luoghi», affermano i fondatori dello studio, Kejdi Lulja e Alberto Matta, in questa intervista.

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a sinistra Kejdi Lulja (architetto co-founder), a destra Alberto Matta (architetto co-founder)

Come riassumereste il vostro percorso formativo e professionale?

Lo studio KLAM nasce da un percorso internazionale, profondamente radicato nella cultura torinese. Le esperienze maturate negli anni ci hanno portato a confrontarci con contesti diversi, tra Torino, Eindhoven, Rotterdam, Amsterdam, Münster e Stoccolma, permettendoci di lavorare su un’ampia varietà di progetti e scale.
Parallelamente alle collaborazioni presso diversi studi di architettura, abbiamo sviluppato un’attività autonoma di ricerca e progettazione, partecipando a concorsi e realizzando piccoli interventi privati, ponendo così le basi per la nascita dello studio.
Nello specifico, Kejdi Lulja ha maturato esperienze in Italia, Olanda e Germania, lavorando prevalentemente su edifici pubblici come biblioteche, stazioni ferroviarie ed edifici multifunzionali. Alberto Matta, invece, ha lavorato in Italia e Svezia, concentrandosi su progetti privati legati a residenze di lusso e strutture sanitarie.

Come riuscite ad integrare l’aspetto razionale con la ricerca artistica?

Ogni progetto e incarico ha contesti e input differenti per questo va considerato come un caso a sé, da interpretare all’interno dei vincoli dati dal contesto ambientale, dalle tempistiche e dal budget.
I primi elementi a definire un atto di razionalità sono proprio il contesto ambientale e quello storico, che spesso offrono una prima chiave di lettura e di impostazione del progetto.

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Interno Fattoria Didattica “Bosco Le Risere” a Candiolo (Torino)

La ricerca artistica, invece, viene da noi intesa principalmente come ricerca artigianale: un processo funzionale alla realizzazione dell’opera, volto a valorizzare e nobilitare materiali e tecniche costruttive. Ciò che comunemente viene definito arte – contemporanea, moderna o rinascimentale – rappresenta per noi piuttosto una lente interpretativa, utile a individuare significati nella lettura e nella progettazione dello spazio, pur rimanendo distinta dall’architettura.

Che importanza hanno gli infissi in un’abitazione? Come vengono integrati nei vostri progetti?

Nell’architettura, l’infisso è l’elemento che mette in relazione interno ed esterno, definendo il ritmo della facciata e contribuendo a determinare le funzioni che un edificio accoglie.
La sua integrazione non è mai casuale nei nostri progetti: i serramenti infatti sono parte integrante del disegno architettonico e vengono definiti fin dalle prime fasi. La loro posizione rispetto al filo di facciata o al pavimento interno può, anche con minime variazioni, trasformare profondamente il linguaggio dell’edificio e il rapporto tra interno ed esterno per chi vive gli spazi.

Cosa distingue l’approccio di KLAM Architettura rispetto al panorama esistente?

L’attenzione a dettagli, soluzioni costruttive e materiali fin dalle prime fasi è l’aspetto che più caratterizza il nostro lavoro. Questo approccio ci consente di non rinchiuderci in quelli che possono essere definiti “stili” o linguaggi predefiniti.

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Casa G. a Chieri (Torino)

La conoscenza diretta del cantiere, delle fasi realizzative, dei materiali e delle professionalità coinvolte ci permette di guidare la ricerca creativa con realismo, senza rinunciare all’innovazione, accompagnando al tempo stesso chi realizza i nostri progetti.

Nei vostri lavori rimane centrale la selezione dei materiali: come viene preservata nella fase realizzativa?

 La selezione di materiali ed elementi costruttivi può avvenire in fase progettuale oppure durante il cantiere, in collaborazione con chi realizza le lavorazioni. Nel primo caso siamo noi a individuare materiali e prodotti, coinvolgendo produttori e distributori, possibilmente locali, per sviluppare elaborati esecutivi il più possibile dettagliati.
Per molti interventi, tuttavia, la fase di cantiere e la direzione lavori risultano determinanti: è in questo momento che, insieme all’artigiano, si definisce la soluzione capace di coniugare raffinatezza e uso consapevole del materiale.

Cos’è per voi l’architettura? Da dove traete ispirazione?

Per lo studio KLAM, l’architettura è trasformazione e composizione sapiente dello spazio e del paesaggio, ispirata dallo studio del passato e dalla riscoperta delle innovazioni nascoste nella storia dei luoghi.

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Casa BM in Corso Marconi a Torino

La pratica progettuale che ne deriva è influenzata dagli architetti che hanno saputo interpretare il mestiere come un lavoro di bottega, in cui la complessità si risolve con eleganza e precisione.
Il rapporto con la committenza rimane infine l’elemento decisivo per raggiungere la piena espressione dell’opera, che viene nel tempo curata e custodita da chi vive lo spazio.

C’è un luogo che considerate la vostra “icona urbana”?

Ogni città e ogni paesaggio ha un proprio simbolo distintivo. A Torino, per esempio, riteniamo che i portici ne siano l’esempio più rappresentativo: spazi pubblico-privati lungo i quali si organizza la vita sociale e culturale.
Questo singolo elemento architettonico, quasi un dettaglio rispetto alla scala urbanistica, definisce ancora oggi l’identità del centro storico e dell’abitare torinese. Per noi, dunque, non si tratta di un luogo preciso, ma di un elemento costitutivo dell’architettura che amiamo studiare e collezionare nel nostro catalogo di “icone urbane”.

 

Anna Stoppani

Tutte le foto sono di KLAM Architettura

Nella cover: Esterno Fattoria Didattica Bosco “Le Risere” a Candiolo (Torino)

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