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Luigia Dinoia: «Fare architettura significa progettare per la vita quotidiana»

di Annarita Cacciamani
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Dall’ottimizzazione degli spazi alla scelta dei materiali e dei serramenti, l’architetta torinese racconta come unire estetica, comfort e prestazioni energetiche.

Un buon progetto di interni nasce da un equilibrio tra funzionalità, estetica e comfort. Parola dell’architetta torinese Luigia Dinoia, secondo cui fare architettura significa saper rispondere concretamente alle esigenze dell’abitare contemporaneo, non solo progettare spazi belli, ma  anche «ambienti che funzionino davvero nella vita quotidiana».

Perché ha scelto di diventare architetta?

Credo che la casa sia il fulcro del nostro vivere quotidiano: uno spazio che incide profondamente sul benessere, sull’equilibrio e sulla qualità della vita. È il luogo in cui ci riconosciamo, in cui costruiamo abitudini e relazioni, e in cui cerchiamo protezione e identità. Fin da subito ho sentito il desiderio di progettare ambienti che permettano a chi li abita di sentirsi davvero a casa, creando spazi che siano coerenti con la personalità, le esigenze e lo stile di vita di ciascuno.

Progetto - Appartamento privato a Torino (2)

Progetto – Appartamento privato a Torino – Progetto e render: Arch. Luigia Dinoia

Parallelamente, l’architettura ha un ruolo determinante anche su scala urbana: contribuisce a definire il modo in cui viviamo la città, influenzando comportamenti, relazioni sociali e percezione degli spazi pubblici. Questo legame tra dimensiona privata e collettiva mi ha sempre affascinata. Fin da bambina osservavo gli edifici con curiosità, cercando di comprenderne forme e funzioni.

Quali sono gli elementi alla base di un buon progetto di interni?

Un buon progetto di interni nasce da un equilibrio tra funzionalità, estetica e comfort. Non si tratta solo di creare spazi belli, ma di progettare ambienti che funzionino davvero nella vita quotidiana.

La scelta dei materiali è uno degli aspetti fondamentali: devono essere durevoli, coerenti con il contesto e garantire adeguate prestazioni, sia dal punto di vista termico che energetico e visivo. Un altro elemento chiave è lo studio del layout distributivo, che deve ottimizzare gli spazi e facilitare i flussi, rendendo gli ambienti vivibili e confortevoli. Tuttavia, il punto di partenza resta sempre l’analisi del cliente: abitudini, necessità, desideri e aspettative. Solo attraverso questa fase è possibile sviluppare un progetto realmente su misura, capace di migliorare concretamente la qualità della vita nel tempo.

Progetto - Villa in Sicilia (4)

Progetto – Villa in Sicilia – Progetto e render: Arch. Luigia Dinoia

Quanto può incidere un buon serramento sul comfort abitativo?

Il serramento è un elemento spesso sottovalutato, ma in realtà incide in modo significativo sulla qualità complessiva dell’abitare. Dal punto di vista termico, contribuisce a ridurre le dispersioni energetiche e a migliorare l’efficienza dell’involucro edilizio, con un impatto diretto sui consumi e sul comfort interno.

Dal punto di vista acustico, un buon serramento permette di isolare efficacemente dai rumori esterni, migliorando la qualità della vita soprattutto in contesti urbani. C’è poi un aspetto legato al comfort visivo e alla qualità della luce: dimensioni, materiali e prestazioni del serramento influenzano l’ingresso della luce naturale e la relazione tra interno ed esterno. Per questo motivo, la scelta dei serramenti deve essere parte integrante del progetto e non un elemento secondario: è un investimento che incide concretamente sul benessere abitativo.

Come si coniugano efficienza energetica e design?

Efficienza energetica e design non sono caratteristiche in contrapposizione, ma devono essere progettati in modo integrato fin dalle prime fasi del progetto. Un approccio corretto prevede la selezione di materiali e soluzioni tecnologiche che garantiscano elevate prestazioni energetiche, senza rinunciare alla qualità estetica e alla coerenza progettuale. Oggi il mercato offre soluzioni che permettono di coniugare entrambe le esigenze, ma è fondamentale saperle scegliere e integrare correttamente.

Progetto - Villa in Sicilia (3)

Progetto – Villa in Sicilia – Progetto e render: Arch. Luigia Dinoia

Il vero valore di un progetto sta proprio nella capacità di trovare un equilibrio: uno spazio è riuscito quando è efficiente, sostenibile e allo stesso tempo piacevole da vivere e visivamente coerente. In questo senso, il ruolo del progettista è quello di mediare tra esigenze tecniche e desideri estetici, trasformandoli in una soluzione armonica e funzionale.

Lei è piuttosto attiva sui social. Cosa comunica al pubblico e ai colleghi?

Attraverso i social racconto il mio lavoro in modo trasparente e completo, andando oltre la sola dimensione estetica spesso associata all’architettura e all’interior design. Mi interessa mostrare l’intero processo progettuale: dallo studio iniziale alle scelte tecniche, fino alla selezione dei materiali e alle soluzioni funzionali. Molti di questi aspetti sono ancora poco conosciuti, ma fondamentali per la qualità finale del progetto. L’obiettivo è duplice: da un lato comunicare il valore e la complessità del lavoro dell’architetto, dall’altro aiutare le persone a comprendere quanto sia importante essere affiancati da questa figura per ottenere un risultato consapevole, funzionale e duraturo. Creo quindi contenuti informativi e utili, capaci di generare consapevolezza e fiducia.

Progetto - Villa in Sicilia (2)

Progetto – Villa in Sicilia – Progetto e render: Arch. Luigia Dinoia

Esiste un luogo che lei considera un’icona urbana?

Un’icona urbana che considero particolarmente significativa è la Sagrada Familia a Barcellona. Si tratta di un’architettura unica, non solo per il suo linguaggio architettonico, ma anche per il suo processo costruttivo: un cantiere aperto da oltre un secolo, che continua a evolversi nel tempo.

Questo la rende un simbolo dinamico, capace di rappresentare in modo profondo l’identità della città. Trovo particolarmente affascinante il fatto che un edificio possa attraversare epoche diverse, adattandosi e proseguendo la sua realizzazione senza perdere coerenza progettuale. È un esempio concreto di come l’architettura possa essere un processo continuo, oltre che un risultato finale.

 

Annarita Cacciamani

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