Progettare una casa pensando anche agli anni che verranno significa scegliere spazi, materiali e soluzioni che possano continuare a funzionare anche quando cambiano le nostre esigenze.
Quante case vengono progettate pensando a come ci vivremo a 30 anni senza però pensare a come saremo a 70? Spesso scegliamo una casa guardando alla vita che viviamo al momento dell’acquisto e ci concentriamo su quanto ci piace la zona, sulla luce che entra dalle finestre, se c’è spazio per lavorare o se la cucina è abbastanza grande. Anche la maggior parte della progettazione degli spazi parte dalle esigenze del presente. Ma una casa può restare con noi per decenni attraversando fasi della vita molto diverse.
La longevity home nasce proprio da questo: progettare la casa considerando anche il tempo che passa. La luce naturale, la qualità dell’aria, il comfort, la distribuzione degli ambienti, la possibilità di muoversi facilmente sono tutti elementi da valutare pensando a chi potremmo essere, in quella stessa casa, tra vent’anni.
Longevity home, dall’hotel di lusso alla casa da abitare
La longevity home non consiste nel costruire una casa che ci fa vivere più a lungo, ma pensare agli spazi in cui abitiamo perché ci facciano stare bene anche quando la nostra vita cambia. È questo il senso di healthspan, il concetto che guarda non tanto al numero di anni che abbiamo davanti, ma a quanti possiamo vivere in buona salute mantenendo autonomia, energia e capacità cognitive.
Photo: Unsplash / Francesca Tosolini
Per molto tempo, in architettura queste idee sono state sperimentate soprattutto lontano dalle abitazioni. Hotel, resort e spa sono stati tra i primi luoghi a puntare su illuminazione circadiana, filtrazione dell’aria e materiali certificati, sperimentati in un luogo in cui si resta per qualche giorno.
Il tema sta arrivando anche nel mondo residenziale. L’evento internazionale che riunisce i leader dell’economia del benessere, il Global Wellness Summit, ha infatti inserito le Longevity Residences tra i trend wellness del 2026, raccontando un nuovo modo di pensare gli spazi abitativi in relazione alla salute e al benessere nel lungo periodo.
Come si costruisce una casa per vivere meglio
Quando si passa dalla teoria alla reale progettazione in chiave longevity, uno dei riferimenti sono gli standard WELL Building, che valutano la salute di un edificio attraverso dieci categorie: aria, acqua, luce, suono, materiali, movimento, comfort termico, nutrimento, benessere mentale e comunità.
La prima casa unifamiliare al mondo ad aver ottenuto questa certificazione nel 2024 è la CM1: si trova a Miami ed è stata progettata dallo studio Caplow Manzano. Non ha cartongesso né condotti d’aria a vista: le pareti sono in cemento lucidato e intonaco di calce materiali resistenti all’acqua e alla muffa. Ogni stanza ha inoltre un’unità di climatizzazione indipendente invece di un unico impianto condiviso.
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Ma quando si progetta una casa pensando al futuro ci sono altri elementi da tenere a mente. La planimetria può fare la differenza: spazi ampi, passaggi facili da attraversare e meno barriere architettoniche rendono la casa più semplice da vivere col passare del tempo. Lo stesso vale per una distribuzione che permetta di avere, per esempio, camera e bagno sullo stesso piano o di trasformare una stanza nel tempo: quello che oggi è uno studio, domani potrebbe diventare una camera.
Luce, verde e il rapporto con l’esterno
Anche finestre, luce e vista sul verde entrano nel progetto di una longevity home. Dove entra la luce? Quanto verde vediamo dalle finestre? È anche il principio del biophilic design, un approccio che porta la natura negli spazi quotidiani attraverso luce naturale, piante, materiali come legno e pietra e viste sul verde.
Questo perché la luce naturale, oltre che migliorare l’atmosfera, fa bene alla salute. Uno studio condotto su quasi 87.000 persone e pubblicato sul magazine online Nature Mental Health, ha collegato una maggiore esposizione alla luce diurna a una salute mentale migliore, mentre le notti troppo illuminate sono state associate a un rischio più alto di disturbi psichiatrici. Anche le scelte progettuali interne possono contribuire al benessere: dagli infissi, che possono favorire l’ingresso della luce e l’isolamento termico, fino alla ventilazione.
Photo cover: Magnific