Una casa confortevole passa anche dalla qualità del suo ambiente sonoro. Per questo l’acustica sta entrando nelle scelte che definiscono gli spazi prima ancora che vengano abitati.
Chi vive in città sa bene quanto il silenzio sia un elemento raro. È l’assenza improvvisa del traffico dopo le due di notte, il momento in cui il vicino del piano di sopra smette di camminare o la pausa tra il passaggio di un tram e l’altro, mentre il rumore di fondo resta la condizione normale su cui si costruisce la giornata.
Le case, storicamente, non sono state pensate per difendersene. L’architettura ha ragionato a lungo con gli occhi, misurando luce e proporzioni; le orecchie sono rimaste fuori dal progetto, un problema da risolvere a lavori quasi finiti, con un pannello fonoassorbente aggiunto dove il rumore si faceva sentire di più. Il comfort acustico entra ora nella fase di concezione di una casa, allo stesso livello di un impianto di riscaldamento o di un serramento a taglio termico.
Il silenzio come parte dello spazio
Nella cultura giapponese esiste il Ma, un concetto difficile da tradurre in una sola parola e legato all’idea di intervallo: lo spazio tra due elementi, la pausa tra due momenti, la distanza che permette alle cose di essere percepite nella loro relazione. In architettura riguarda anche il modo in cui vengono costruiti i rapporti tra pieni e vuoti, tra ambienti e tra interno ed esterno. Il silenzio può essere letto nello stesso modo: una pausa che modifica la percezione di ciò che la circonda.
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È un modo di guardare allo spazio che aiuta a capire quanto il silenzio possa essere parte dell’esperienza architettonica. Nelle città sottoposte a un’esposizione continua al rumore, il progetto può decidere dove lasciare arrivare i suoni e dove creare invece una distanza dalle fonti di rumore.
Si vede in progetti come Mint Street, il complesso residenziale firmato Pitman Tozer a Londra, dove l’orientamento degli edifici è stato calcolato fin dall’inizio per allontanare gli ambienti abitativi dal rumore della ferrovia.
La stessa attenzione riguarda, su scala più piccola, anche la casa privata, sia in fase di costruzione sia durante una ristrutturazione, dalla scelta dei serramenti alla disposizione delle stanze.
Il silenzio si progetta anche dentro casa
La disposizione delle stanze può contribuire alla qualità acustica di un’abitazione. Una camera da letto esposta verso una strada trafficata ha esigenze diverse rispetto a un soggiorno, così come la posizione delle aperture modifica il rapporto tra gli ambienti interni e i suoni provenienti dall’esterno. Una revisione sistematica di 37 studi sugli indoor soundscape residenziali ha evidenziato il ruolo delle caratteristiche dell’edificio, delle fonti sonore e della loro percezione da parte di chi abita gli spazi.
La facciata può contribuire a schermare il rumore prima che raggiunga gli ambienti interni. Un balcone, per esempio, può ridurre l’esposizione al rumore stradale della finestra che si trova dietro di esso. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Applied Acoustics” ha analizzato quattro configurazioni di balcone attraverso misurazioni sul campo, studiandone l’effetto sulla propagazione del rumore del traffico.
Photo: Magnific / Wuttichai1983
Finestre, pareti e altri elementi dell’involucro intervengono soprattutto sull’isolamento acustico, cioè sulla trasmissione del suono dall’esterno verso l’interno o tra ambienti diversi. L’assorbimento acustico riguarda invece quello che accade dentro una stanza: materiali e superfici assorbenti limitano le riflessioni e contribuiscono a ridurre il riverbero. Le due funzioni rispondono quindi a problemi differenti.
Questa distinzione diventa evidente negli interni. Una stanza con molte superfici dure e riflettenti può avere un riverbero maggiore, mentre materiali fonoassorbenti possono contribuire a controllarlo. La scelta delle finiture entra così nella qualità acustica dell’ambiente insieme alla sua forma e al modo in cui viene utilizzato.
La qualità acustica riguarda quindi anche il modo in cui uno spazio viene percepito da chi lo abita. È il principio alla base del concetto di soundscape, definito dalla norma internazionale ISO 12913-1 attraverso il rapporto tra ambiente acustico, percezione delle persone e contesto. In una casa questo significa considerare esigenze diverse a seconda degli ambienti: una camera da letto può richiedere maggiore protezione dal rumore esterno, mentre una zona giorno può avere soprattutto bisogno di limitare il riverbero.
Photo cover: Unsplash/ Vitaly Gariev