Restaurare senza imitare, costruire con consapevolezza del presente. Secondo Giulia Musso, il valore dell’architettura contemporanea risiede nella sua capacità di dialogare con il contesto senza rinunciare alla propria identità. Un approccio che guarda avanti, ma senza dimenticare il passato.
Per l’architetta piemontese Giulia Musso, esigenze, desideri e abitudini dei clienti si trasformano in elementi strutturali di case pensate per durare nel tempo. Dopo un percorso di formazione tra tecnica e creatività, ha scelto la libera professione per dare forma a un’idea di architettura incentrata sulla sostenibilità e sull’identità del luogo. In questa intervista ci accompagna tra nuove costruzioni, materiali consapevoli e infissi che valorizzano la relazione con la natura.
Quali sono state le tappe del suo percorso professionale?
Fin da bambina coltivavo la passione per il disegno e il colore, che crescendo si è trasformata in amore per l’architettura e il design. Non ho mai smesso di immaginare spazi capaci di coniugare estetica e funzionalità, luoghi unici e personali in cui le persone possano sentirsi realmente a casa. Il mio percorso è iniziato già alle scuole medie con il disegno tecnico, che mi ha portata a diplomarmi come geometra: una tappa fondamentale, perché mi ha fatto scoprire il fascino della progettazione e la bellezza di immaginare gli spazi. Ho poi conseguito la laurea in Architettura al Politecnico di Torino, seguita dalla laurea magistrale in architettura per il progetto sostenibile.
Giulia Musso in studio
Credo fermamente che l’architettura debba rispettare il territorio e l’ambiente, coniugando tradizione e innovazione in una visione rivolta al futuro. Dopo l’abilitazione alla professione, ho iniziato a collaborare con studi di progettazione tra Torino, il Monferrato e l’Alessandrino. Queste esperienze mi hanno permesso di consolidare le mie competenze e di confrontarmi con diverse realtà progettuali. Successivamente ho deciso di intraprendere la carriera da libera professionista, con l’obiettivo di offrire un servizio completo e personalizzato. Oggi seguo i miei clienti in tutte le fasi, dalla progettazione alla direzione lavori.
Nel vasto campo dell’architettura, di cosa si occupa in particolare? C’è un progetto che ritiene particolarmente importante?
Mi occupo principalmente di progettazione residenziale, interni e ristrutturazioni, con un’attenzione particolare alla sostenibilità. Il mio metodo di lavoro parte sempre dall’ascolto: un colloquio conoscitivo, un sopralluogo e un concept iniziale servono a comprendere esigenze, desideri e stile di vita del cliente. Da qui sviluppo il progetto attraverso livelli di approfondimento progressivi – preliminare, definitivo ed esecutivo – fino alla gestione delle pratiche amministrative e alla direzione lavori in cantiere. Tra i progetti che considero più significativi c’è la realizzazione di un immobile di nuova costruzione: un lavoro ambizioso, che mi permette di coordinare un team di professionisti e di confrontarmi con tecnologie sostenibili e innovative. È un progetto a cui tengo molto perché dimostra come anche una nuova costruzione possa diventare occasione per sperimentare linguaggi contemporanei, senza rinunciare alla qualità e al rispetto del contesto.
Come si coniugano oggi design, sostenibilità e benessere abitativo?
Design, sostenibilità e benessere abitativo sono tre elementi indissolubili. Il design non può fermarsi all’aspetto estetico: deve tradurre i desideri in soluzioni funzionali, comode e accoglienti. Un’abitazione deve facilitare la quotidianità di chi la vive, facendo sentire le persone a proprio agio. La sostenibilità è oggi imprescindibile: riguarda sia i materiali – privilegiando quelli di qualità e a basso impatto – sia i sistemi impiantistici, affinché l’edificio non sia solo un consumatore, ma anche un produttore di energia. Il benessere abitativo è la naturale conseguenza di questo equilibrio: spazi progettati per rispondere alle esigenze delle persone, luminosi, confortevoli e capaci di generare una sensazione di armonia e qualità della vita.
cantiere di immobile in nuova costruzione
Che caratteristiche deve avere un progetto di riqualificazione per inserirsi al meglio nel contesto?
Deve innanzitutto dimostrare rispetto e valorizzazione del contesto in cui si inserisce. Quando si interviene su edifici esistenti, il mio approccio è prevalentemente conservativo: credo sia fondamentale recuperare e preservare le caratteristiche tipiche del luogo, i materiali, le proporzioni e i dettagli architettonici che ne raccontano la storia. Allo stesso tempo, eliminare superfetazioni incongrue o elementi di degrado permette di restituire autenticità e nuova vita all’immobile, rendendolo nuovamente funzionale senza snaturarne l’identità.
È fondamentale introdurre soluzioni tecnologiche che migliorino funzionalità ed efficienza energetica, utilizzando materiali sostenibili e innovativi. Diverso è invece il discorso quando si parla di nuove realizzazioni o ampliamenti: in questo caso è giusto rispettare i vincoli paesaggistici e le peculiarità del territorio, ma credo che l’imposizione di regole troppo rigide sullo stile rischi di produrre risultati poco autentici, vere e proprie imitazioni del passato. Ritengo che ogni epoca debba lasciare la propria traccia, e che un edificio costruito oggi debba esprimere la sua contemporaneità. Questo non significa mancare di rispetto al contesto, ma piuttosto arricchirlo, portando innovazione e identità nuova accanto al patrimonio esistente. In quest’ottica, la riqualificazione assume un valore più ampio: non solo recuperare ciò che c’è, ma anche saper integrare linguaggi architettonici diversi.
Che importanza ha la scelta degli infissi in una ristrutturazione?
Fondamentale. Da un lato ha una valenza estetica, perché contribuisce in maniera determinante al carattere complessivo dell’ambiente, alla percezione della luce e al dialogo tra interno ed esterno. Dall’altro lato, gli infissi sono elementi tecnici che incidono direttamente sul comfort abitativo, sull’isolamento termico e acustico e, di conseguenza, sull’efficienza energetica dell’edificio. Le finestre sono la soglia tra interno ed esterno: permettono alla luce di entrare e offrono una connessione visiva con il paesaggio. In un territorio come il Monferrato, questo aspetto diventa ancora più prezioso, perché amplifica il benessere e la relazione con la natura.
render fotoinserimento della nuova costruzione
Un buon serramento è importante quanto una parete ben isolata, perché contribuisce al risparmio energetico e al comfort quotidiano. Infine, rappresentano anche un elemento architettonico: definiscono lo stile dell’edificio e contribuiscono a dare un senso di apertura e continuità tra l’interno e l’esterno.
Qual è, secondo lei, un’icona urbana?
Per me un’icona urbana è innanzitutto un edificio capace di rappresentare un territorio, andando oltre la sua funzione per diventare simbolo identitario e culturale. Penso ai grandi maestri come Le Corbusier, Antoni Gaudí o Frank Lloyd Wright: hanno posto le basi dell’architettura moderna, trasformando gli edifici in segni universali e riconoscibili. Guardando al contemporaneo, ritengo che anche opere più vicine a noi possano essere considerate icone urbane. Penso, ad esempio, ai progetti di Luciano Pia a Torino, l’architetto ha saputo dare vita a edifici residenziali che sono diventati vere icone urbane grazie alla loro capacità di unire funzionalità, ricerca estetica e innovazione. Penso, ad esempio, a progetti come Casa Hollywood e 25 Verde, due opere molto diverse ma accomunate dalla volontà di andare oltre la semplice costruzione. Un altro esempio che apprezzo molto è Casa Y, progettata da Luca Maria Gandini a Pino Torinese, è un esempio di architettura contemporanea che coniuga sostenibilità e qualità dell’abitare. Questi progetti rappresentano tre esempi molto diversi ma accomunati dalla stessa capacità di unire funzionalità, bellezza e innovazione, trasformando l’abitare in un’esperienza che va oltre la semplice costruzione. Sono architetture che esprimono carattere e identità, senza rinunciare alla sostenibilità e al benessere di chi le vive. È proprio questa la direzione che mi piacerebbe seguire nei miei progetti.
Nella cover, Giulia Musso in cantiere